Il dolore
Secchiate d’acqua in testa a chi mangia in via Settesoldi
Movida contestata, qualche giorno fa qualcuno ha tirato una “bomba” di croccantini per cani. Esercenti preoccupati
PRATO. Una secchiata d'acqua in testa a chi stava mangiando e bevendo in via Settesoldi.
E' successo - ma è solo l'ultimo di numerosi episodi - alle 20 di domenica scorsa. L'acqua, copiosa, è arrivata dai piani alti dei palazzi sotto i quali ci sono tre tra ristorantini e pub (Kaldi'S, Bistrot e Fiaschenberg) e il bar Gradisca. Locali sempre pieni, di sera, nella via pedonalizzata per il periodo estivo e che l’latra sera ospitava anche un complessivo che suonava musica acustica. Quindi soft.
Non è più un mistero: qualcuno che abita in via Settesoldi non accetta la movida, è rimasto fermamente contrario alla pedonalizzazione, e organizza piccole ma fastidiose ritorsioni.
Domenica sera c'è stata la secchiata d'acqua che è arrivata su un tavolo con alcuni clienti che stavano bevendo seduti lungo la stradina e che se ne sono andati piuttosto arrabbiati.
Qualche giorno fa è andata ancora peggio: sugli avventori è arrivata una "bomba" di croccantini non si è capito se per cani o per gatti. Anche in questo caso il dissenso si è manifestato attraverso la confezione di un “proiettile” fatto con un foglio di carta dentro il quale era chiusa una bella quantità di cibo per animali. Ovviamente la cosa non è piaciuta a chi, nel piatto, oltre alla pietanza ordinata, si è trovato palline non meglio identificate.
Il fatto, per il quale gli esercenti di via Settesoldi non nascondo una certa preoccupazione, è che secchiate (non è stato il primo episodio quello di domenica) e bombette di cibo per cani, non vengono lanciate a notte fonda, ma all'ora di cena.
Quando c'è più gente seduta ai tavoli lungo il vicolo, ovviamente, e quando il gesto crea il maggior numero di danni.
«Alle 20 però - dicono i gestori dei locali - anche se ce ci fosse stato un po' di rumore doveva essere tollerato proprio perché era presto. Inoltre noi siamo qui per lavorare e con questi atti perdiamo clienti. C’è un’altra questione, forse la più importante: non ci pare che, in questo modo sia dia una bella immagine di Prato».
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