Sicurezza
La speranza del Tribunale è diventare “sede disagiata”
La delegazione pratese ha incontrato a Roma il vice presidente del Csm Giovanni Legnini.Tra le soluzioni quella di certificare la scarsa attrattività di Prato per offrire incentivi a chi arriva
PRATO. Il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, ha promesso di venire incontro alle richieste del Tribunale e della Procura di Prato, da tempo alle prese con carenze di organici nel settore dei magistrati e in quello del personale amministrativo.
La delegazione pratese, di cui facevano parte il sindaco Matteo Biffoni, il sottosegretario Antonello Giacomelli, il presidente del Tribunale Nicola Pisano, il procuratore capo Giuseppe Nicolosi e il presidente dell’Ordine degli avvocati Lamberto Galletti, è stata ricevuta ieri mattina nella sede romana del Csm a Palazzo dei Marescialli. Dall’altro lato del tavolo non c’era solo l’onorevole Legnini, ma anche due presidenti di commissione del Csm e alcuni tecnici.
Questo ha fatto poi dire al sindaco Biffoni che è stato, com’era negli auspici, un incontro operativo e non una semplice chiacchierata o una passerella.
Promesse precise non ne sono state fatte, anche perché quando si tratta di spostare magistrati bisogna rispettare una precisa procedura, mentre per quanto riguarda il personale amministrativo si tratta di premere sul presidente della Corte d’appello di Firenze.
L’incontro è durato un’ora e venti minuti, nel corso dei quali il vice presidente Legnini ha detto che in autunno si farà di tutto per ovviare in tempi brevi alla prevista partenza di ben cinque giudici del settore civile, che se non sostituiti tempestivamente affosserebbero un settore che a Prato sembra funzionare abbastanza bene.
Più cauto il giudizio del procuratore capo Giuseppe Nicolosi: «Meglio di niente...». Apparentemente i problemi più grossi in questo momento riguardano il Tribunale, perché la Procura in teoria sarebbe al completo, ma il fatto è che lì la pianta organica è vecchia di decenni. Per questo Nicolosi ha chiesto di portarla da 7 a 10 posti (oltre a un aggiunto). Legnini non gli ha dato eccessive speranze, si parla eventualmente di un posto in più.
Tornando ai magistrati del Tribunale da sostituire, oltre al bacino dei giudici di ruolo, c’è quello dei magistrati di prima nomina, che potrebbero essere dirottati su Prato accelerando i tempi del tirocinio.
Un altro sistema di cui si è parlato nel corso della riunione al Csm è legato alla qualificazione del Tribunale di Prato come “sede disagiata”. Insomma, lasciando perdere questioni di orgoglio campanilistico, bisogna accettare il fatto che a Prato ben pochi magistrati vogliono venire. Se al prossimo concorso si verificherà l’assenza di aspiranti, si potrebbe dunque ottenere la qualifica di sede disagiata, che prevede incentivi economici per i giudici che accettano di venire qui, e qualche candidato in più potrebbe saltar fuori.
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