Lutto
La Boschi alla Festa dell'Unità: "Abbiamo bisogno di un Parlamento più efficiente"
Affollato dibattito ai giardini della Passerella. La ministra ha risposto alle sollecitazioni dei Giovani democratici davanti a circa 300 persone. Nessuna domanda "scomoda", è stato un monologo
PRATO. "E' molto bello che io sia la più vecchia sul palco". Ha esordito così la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi alla Festa dell'Unità di Prato, dove, davanti a circa 300 persone, ha risposto ad alcune domande dei Giovani democratici sul referendum che porta il suo nome e che sta infiammando il dibattito politico in vista del voto di autunno. Boschi ha ricordato che il percorso per arrivare alla riforma costituzionale è iniziato già più di due anni fa, quando Matteo Renzi è diventato presidente del consiglio. "Vogliamo fare queste riforme perché ci serve uno Stato che funziona meglio - ha detto - Non tocchiamo la prima parte della Costituzione, non tocca i valori, ma la seconda parte, perché quei principi siano effettivi. Abbiamo bisogno di un Parlamento che sia in grado di prendere le decisioni in tempi più rapidi, in tempi certi. Non si può rispondere alle esigenze dei cittadini dopo tre anni, dopo cinque anni".
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"Ora la scelta è nelle mani di tutti voi - ha aggiunto la ministra - Se vince il no, si riparte da capo. Dovete dirci se questa riforma farà fare un passo avanti al paese. Stiamo parlando del futuro dell'Italia non dei prossimi sei mesi ma dei prossimi venti anni".
Maria Elena Boschi ha poi spiegato che se passerà il sì al referendum il governo (quello attuale e quelli futuri) sarà più forte e potrà portare a termine i programmi coi quali la coalizione vincente si presenta alle elezioni. "Se hai un anno solo davanti cerchi di fare politiche per un consenso immediato, non pensi alla prospettiva per il bene del paese. Questo poi ricade sui cittadini, in ultima analisi sul debito pubblico. Un governo più forte è più affidabile anche a livello internazionale".
In previsione dell'arrivo della ministra è stato messo in campo un grande spiegamento di forze dell'ordine (e istituito il divieto di sosta lungo tutta via Sant'Antonio) ma non si sono registrate contestazioni alla Boschi. La scelta di non far intervistare la Boschi a un giornalista e di sottoporla invece a domande "amiche" da parte dei Giovani democratici le ha poi evitato di rispondere a domande scomode. In sostanza si è trattato di un monologo.
La ministra ha poi spiegato che la riforma metterà mano anche ai rapporti tra lo Stato e le Regioni e ha fatto l'esempio degli autostrasportatori, che per un trasporto eccezionale devono chiedere un permesso a ogni regione che viene attraversata. "In molte materie le Regioni hanno regole diverse, e invece noi abbiamo bisogno di regole certe e semplici".
"A quelli che per anni hanno detto che volevano ridurre il numero dei parlamentari bisognerebbe chiedere perché ora si schierano per il no" ha attaccato la ministra. "Siamo a un bivio decisivo: è un sì o un no rispetto al futuro del paese", ha aggiunto, chiamando a raccolta tutti i favorevoli alla riforma: "Dobbiamo andare alle Feste dell'Unità e nelle scuole per spiegare le nostre ragioni". Tra le cose positive della riforma la Boschi ha citato l'obbligo per il Parlamento di esaminare le proposte di legge di iniziativa popolare e un quorum più basso al referendum abrogativo se si riuscirà a raccogliere un adeguato numero di firme. La ministra si è presa un applauso quando ha rivendicato il valore di fare qualcosa di imperfetto, ma di farlo, ricordando che l'iter parlamentare della legge di riforma è stato costellato da 83 milioni di emendamenti.
Rispondendo a una domanda della responsabile immigrazione dei Giovani democratici sull'integrazione degli stranieri, Maria Elena Boschi ha detto che non basta tollerarci o sopportarci. "Abbiamo approvato alla Camera una legge sul diritto di cittadinanza che lega la cittadinanza alla permanenza dei genitori in Italia o a un ciclo di studi, ma ci sono resistenze. Il percorso passa anche dal rispetto reciproco e dal rispetto delle regole che valgono per tutti".
Sulle unioni civili la Boschi ha detto che forse il Pd perderà qualche voto, "ma le leggi giuste vanno fatte, a prescindere dai voti che si prendono o si perdono". Infine un appello ai giovani: "Fare politica è bellissimo. Impegnarsi per qualcosa che va oltre le ambizioni personali è appassionante. Ma non bisogna mai dimenticare che siamo al servizio di una comunità. Non pensate che la vostra carriera sia una carriera politica, altrimenti si perde indipendenza. Se non hai un'altra professione sei meno libero nelle scelte che prenderai".
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