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Il distretto scommette sul tessile tecnico

Il distretto scommette sul tessile tecnico

Indagine di Confartigianato, Cna, Confindustria e Camera di Commercio: un comparto che vale 425 milioni l’anno

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PRATO. Sono sempre stati immaginati come una produzione di nicchia, destinata a una clientela ristretta, che non avrebbe permesso di fare i grandi numeri della moda. Invece i tessili tecnici rappresentano una realtà di tutto rispetto e un'opportunità interessante per il distretto pratese, che sta costruendo una filiera dedicata a questo tipo di produzioni. Un processo produttivo che ha le sue regole e si rivolge a mercati particolari, ma nel quale operano imprese spesso all'avanguardi.

E' quanto emerge dall'indagine sui produttori di tessuti tecnici, un nuovo capitolo della mappatura della filiera che da diversi mesi stanno portando avanti Confartigianato, Cna, Confindustria Toscana Nord insieme a Camera di Commercio e con il contributo del Progetto Prato della Regione Toscana.

Aziende del comparto. La gamma dei prodotti realizzati e offerti è molto ampia anche se le aziende che operano nel comparto possono essere raggruppate in tre grandi categorie: tessuti tecnici per abbigliamento, per arredamento e vari. Per l'indagine ne sono state intervistate 59, quasi l'80% del totale. Si tratta di imprese che hanno giovani titolari, che nel 65% dei casi sono dirette da imprenditori di prima generazione. Ma non solo: il 40% di queste sono state costituite dopo il 2001 e gli imprenditori che hanno superato la cinquantina sono appena il 35% del totale. Un settore che ha sul territorio una storia iniziata già negli anni Setttanta, ma che negli ultimi anni è stata al centro di un importante rilancio. Oggi il settore complessivamente fattura 425 milioni di euro all'anno (dato riferito alle aziende intervistate) e occupa 1.520 persone.

Modello produttivo. Se è particolare il settore nel quale operano, lo è anche il loro modello produttivo. Il 22% delle imprese realizza la produzione totalmente al proprio interno, anche per presidiare da vicino il processo di lavorazione e garantire standard di qualità spesso elevatissimi. Sono soprattutto le aziende che producono tessili tecnici vari (ad esempio per l'edilizia) a scegliere di produrre internamente: sono il 12,5% del totale, ma occupano ben il 66% degli addetti. Un controllo che comporta per le aziende la necessità di disporre al proprio interno di capacità e competenze di natura tecnico-gestionale particolarmente qualificate, ma che è anche alla base della tenuta del comparto nei momenti di crisi.

Export. Forte la vocazione internazionale: il 52% del fatturato viene realizzato all'estero. E proprio i competitor stranieri sono quelli più temuti, mentre le imprese del settore si sentono meno minacciate dalle altre aziende del distretto.

Rapporto con il distretto. L’'essere inseriti nel contesto del distretto è considerato un fattore strategico "molto" o "abbastanza" importante da quasi il 75% degli imprenditori. Ciò si traduce in relazioni stabili e durature con i terzisti (96,2%), nella convinzione che il modello distrettuale, basato sulla divisione del lavoro tra committenti e terzisti (e/o mercati locali di fase), sia ancora sostanzialmente valido (68%) e su un elevato grado di integrazione con i fornitori locali di servizi.

Investimenti. Per le aziende che producono tessili tecnici gli investimenti sono alla base della crescita dell'azienda: macchinari, progettazione, ma anche marketing, gli investimenti sono fatti ad ampio raggio, per garantire la competitività dell'azienda. Un impegno che però ha riflessi positivi sulla redditività, giudicata mediamente "buona" o "molto buona" da oltre il 50% delle aziende intervistate.

I commenti. Per Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio: «L'indagine è una fotografia interessante e inedita di questo mondo produttivo e delle enormi spazi di crescita che possono aprirsi per il tessile anche al di fuori del settore moda». «L'innovazione dovrà diventare ancor più l'attività di riferimento all'interno delle nostre aziende« è il giudizio di Andrea Cavicchi, presidente di Confindustria Toscana Nord e titolare di una impresa del settore. «Un comparto, questo, diverso dai settori che tradizionalmente siamo abituati a considerare. - aggiunge Moreno Vignolini, vicepresidente di Confartigianato Prato - ma con grandi possibilità». Per Francesco Viti, presidente Cna Federmoda Prato: «E' una conferma che il distretto è vivo e il tessile non è un settore da rottamare».

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