La manifestazione
Interporto, hub di raccolta e smistamento dei pacchi
Il neonominato presidente Ivano Menchetti parla dello sviluppo della piattaforma: «Un servizio per tutta l’area vasta da sviluppare con bus elettrici ed ecologici».
PRATO. Un hub per la raccolta dei pacchi in arrivo in tutta la città di Prato con l’obiettivo di servire anche la piana.
E’ questo uno dei mandati del nuovo presidenti di Interporto Ivano Menchetti, in carica da due settimane. «Si tratta - spiega il neo nominato presidente della piattaforma logistica - di un progetto non nuovo (il primo sindaco a ipotizzare l’ utilizzo di Interporto come centro di raccolta delle spedizioni dirette in città fu effettivamente Marco Romagnoli ndr) ma che è arrivato il momento di realizzare anche in vista dell’approvazione del Piano della mobilità sostenibile». Un piano molto articolato, svolto dall’ufficio mobilità dell’assessore Filippo Alessi, che a Interporto assegna una funzione particolare: «Quella di contribuire a eliminare il traffico pesante in ingresso in città - spiega Menchetti - che ora arriva fino alle porte del centro, per quanto concerne la consegna di pacchi». In pratica il centro di raccolta e smistamento avverrebbe a Interporto «e da qui con un sistema di minibus elettrici e quindi non inquinanti si provvederebbe alla consegna in città. E’ chiaro - prosegue Menchetti - che questa funzione e le altre della piattaforma logistica avranno senso se il bacino sarà di area vasta». Interporto - 1500 lavoratori che ogni giorno varcano le sbarre tra padroncini, impiegati, operai - guarda all’area vasta ma guarda anche a nord- ovest, al porto di La Spezia, per sviluppare l’intermodalità, un’altra funzione essenziale della piattaforma sul fronte, questa volta, del trasporto merci su ferro. «Ed è questo il secondo settore da sviluppare, di certo il più complesso - continua Menchetti - se davvero vogliamo che Interporto si trasformi in una realtà economica importante per Prato». I conti, conferma Menchetti, sono in ordine ma i bilanci si reggono «su un’attività immobiliare ben avviata». Per il passo ulteriore c’è bisogno «della disponibilità degli operatori economici ma soprattutto di una sterzata forte sul fronte degli incentivi statali che oggi premiano il trasporto su gomma. Sarà molto difficile implementare il trasporto su ferro finchè i trasportatori avranno più convenienza a caricare le merci sui loro camion».
Una sfida vera, quella di Interporto. Che di binari ferroviari realizzati da Ferrovie ne ha a sufficienza ma che sono decisamente sotto utilizzati « visto che - spiega il presidente di Interporto - vi transitano alcuni treni Breda, società che paga anche un affitto per lo stazionamento» e poco altro.
Dunque lo sviluppo, anche economico, ipotizzato per Interporto passa dai grandi flussi di merci da trasferire e da sdoganare: «Esistono accordi già in stato avanzato anche se non ancora chiusi con il porto di La Spezia, il più grande per quantitativo di merci , per il trasporto su ferro dei container che vengono sbarcati dalle navi - afferma Mechetti - Attraverso linee ferroviarie già esistenti potrebbero arrivare a Prato attraverso corridoi veloci, effettuare le pratiche di sdoganamento a Interporto e da qui riprendere il viaggio fino alla meta finale. Per gli operatori del settore sarebbe molto vantaggioso. Ma è un servizio da creare in larga parte - conclude - e per il quale c’è ancora molto lavoro da fare».
Il presidente di Interporto ieri sera ha incontrato per la prima volta i cittadini della circoscrizione Est.
Cristina Orsini
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