Sicurezza
Il sax arrabbiato di James Senese arriva alla Lazzerini
Insieme alla storica band Napoli Centrale fa tappa alla Corte delle Sculture il Festival delle Colline
PRATO. James Senese è un genio arrabbiato del sax. Un musicista italo-americano all'anagrafe, ma mediterraneo nell'anima, con ormai cinquant'anni di carriera, spesa tra canzone italiana, funk-jazz e cantautorato.
Senese è un artista che non avrebbe bisogno di essere presentato. La sua musica, la sua storia, lo fanno per lui. In quasi cinquant'anni di musica, ha attraversato trasversalmente la canzone leggera italiana, il funk-jazz, il grande cantautorato. E' una leggenda vivente, oltre che uno dei primi artisti ad aver ingaggiato Pino Daniele, con cui collaborerà ed avrà amicizia vera sino al suo ultimo giorno.
Questa sera (ore 21,30; biglietto 10 euro), nell'ambito del Festival delle Colline, sarà in concerto alla Corte delle Sculture della biblioteca Lazzerini con la storica band Napoli Centrale.
Un connubio partenopeo collaudato e imperdibile per gli amanti del genere, che per l'occasione presenterà il progetto “O' Sanghe”.
Un lavoro groove-melodico dedicato alla vita, al lavoro, alle lotte quotidiane per la sopravvivenza, all' amore e alla fede.
Ma andiamo a conoscere i dettagli direttamente dall'artista.
Parliamo del nuovo disco, che state presentando in giro per l'Italia e l'Europa…
«E' un progetto musicale che dedichiamo principalmente a una parte del nostro popolo, quella più debole, schiacciata dal potere forte. C'è troppa gente che soffre perché non ha casa, lavoro, amore, non ha presente né futuro. Il male di oggi è che non riusciamo più a distinguere il bene dal male, siamo pilotati dall'alto e non abbiamo più sentimenti. Questo progetto nuovo racconta un po' questo attraverso la muisca, che mi accompagna da cinquant'anni con i musicisti di sempre. E meno male che ci sono loro, sono la mia salvezza, la mia forza…».
I musicisti di Napoli centrale hanno collaborato con Pino Daniele. Gli dedicherete qualche pezzo?
«Pino resterà ed è stato un fratello. Abbiamo condiviso tanto e non solo con la musica. Molti nella band lo hanno accompagnato nei suoi più grandi successi. Rendergli omaggio è un onore e un obbligo per noi. Ci sarà un piccolo tributo certo…»
Con questo tour sarete impegnati tutta l'estate. Progetti successivi?
«Diciamo che il progetto è sempre lo stesso: sopravvivere- sorride. Di sicuro continueremo a fare musica con spirito sociale, perché questa è la cifra che ci rappresenta. A raccontare storie, situazioni, disagi, con entusiasmo e amore, per la musica e la gente…».
Il festival del Colline, ricordiamolo, dopo il progetto musicale di Wop, improntato al multiculturalismo, all'unione e all'integrazione, a cui abbiamo assistito ieri sera sempre nello spazio esterno della biblioteca chiuderà martedì 26 luglio con Badly Drawn Boy, in concerto nella splendida cornice della Rocca di Carmignano.
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