Il Tirreno

Prato

RIFIUTI URBANI

di Maria Lardara
RIFIUTI URBANI

PRATO. E il cassonetto dove lo metto? Gioco di rima a parte, c'è un'intera palazzina che si affaccia su due lati, via Ferrara e via Carlo Marx, dove ieri mattina i condomini erano alle prese con...

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PRATO. E il cassonetto dove lo metto? Gioco di rima a parte, c'è un'intera palazzina che si affaccia su due lati, via Ferrara e via Carlo Marx, dove ieri mattina i condomini erano alle prese con questo dilemma. Ieri, non a caso. Era il giorno del debutto della raccolta differenziata dei rifiuti al Soccorso ma quella che si è determinata è una situazione di promiscuità tra i vecchi cassonetti - l'eliminazione sarà graduale nell'arco di questa settimana - e i bidoni del porta a porta. In questo quartiere popoloso che conta 11.865 abitanti, 4. 658 famiglie e 836 utenze non domestiche (negozi, uffici, attività produttive), non sembra che l'addio ai cassonetti sia indolore. L'ubicazione degli appositi contenitori per carta e cartone, organico e indifferenziata fa storcere il naso a tanti residenti, commercianti e a tutti coloro che hanno un'attività a piano terra. Come Alfonso Cutuli della ditta "Edil Mapa" che ha un piccolo deposito nel cortile interno che collega i condomini di via Carlo Marx e via Ferrara (all'altezza del civico 9). All'impresario edile ieri mattina son saltati i nervi quando ha visto quella sfilza di bidoni piazzata davanti al suo garage, all'interno del cortile. Sono i contenitori del porta a porta a disposizione dei condomini di via Ferrara 9. «Ma stiamo scherzando? Non esiste far entrare i camion di Asm in una proprietà privata - lamenta Alfonso - I residenti avevano messo i fusti proprio davanti al mio deposito dove devono fare manovra mezzi e furgoni. Addirittura è stata installata una pulsantiera automatica per alzare la sbarra e permettere ai mezzi di Asm di entrare. Così chiunque può parcheggiare qui, anche chi deve spostare l'auto per la pulizia stradale». Alfonso non ci ha pensato due volte: ha preso quei cinque fusti e li ha spostati in blocco sulla strada accanto ai cassonetti. «Il Comune deve fare un'isola ecologica per posizionare i bidoni - prosegue Alfonso - altrimenti tra qualche anno Prato diventerà come Scampia». Bidoni condominiali che convivono con i cassonetti tradizionali all'angolo tra via Ferrara e via Siena, quelli che ieri mattina un camion di Asm è passato a svuotare. La rimozione è iniziata al di là del Soccorso, nei paraggi di via del Castagno. «Ma così non va bene, dovevano essere eliminati subito altrimenti nessuno conferirà i rifiuti con il porta a porta finché resteranno in vita i cassonetti». Fernanda Arrighetti è una che abita in via Torino da una vita e che accoglie a braccia aperte il sistema di raccolta della spazzatura, a patto però che i bidoncini restino a servizio dei condomini. Vuoi che qualcuno di notte non faccia il "furbetto" e getti qualunque tipo di scarto? «Per questo noi dovremo dotarci di telecamere per evitare di essere multati se, ad esempio, nel bidone della carta un estraneo butta una buccia di banana. D'altro canto, si deve portare la cittadinanza a responsabilizzarsi sulla differenziata, era l'ora di finirla anche qui con i cassonetti maleodoranti intorno ai quali capita non di rado veder girare dei topi. Il Soccorso - ammette Fernanda - sarebbe a tutti gli effetti parte integrante del centro storico ma viene considerato periferia della periferia». Il regime del porta a porta, che costringe a superare la cattiva abitudine a non separare i rifiuti, comunque sta diventando realtà in tutta Prato: entro la fine del 2016 le piazzole stradali (insieme di cassonetti) spariranno anche a San Paolo, Macrolotto 0 e Galcianese. Al Soccorso se ne parla almeno da maggio, da quando sono entrati in funzione gli AsmPoint itineranti per il ritiro dei kit del porta a porta con tre incontri pubblici organizzati per spiegare meglio il nuovo servizio alla cittadinanza interessata (la frazione organica viene ritirata il lunedì e il giovedì; plastica e lattine il martedì; carta e cartone il mercoledì; l'indifferenziato il venerdì). Ci sono condomini però che un cortile abbastanza ampio per accogliere i bidoni non ce l'hanno. E sul marciapiede fanno arrabbiare i negozianti che già devono esporre all'orario prestabilito i propri contenitori. Senza contare il cattivo odore che, complice il caldo, rischia di salire ai primi piani. «Prima bisognava trovare un posto per collocare i bidoni - fa notare Aldo Masti, un residente - e poi iniziare il sistema porta a porta. Questo è un quartiere popoloso, dove abitano tante persone anziane alle quali diventa difficile spiegare come devono conferire l'immondizia».

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