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Il “caso Prato” arriva in Cassazione

Il “caso Prato” arriva in Cassazione

Tribunale al collasso, Sangermano: «Farò i nomi di chi non ha dato risposte alle nostre richieste»

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PRATO. La difficile situazione del Tribunale di Prato sarà oggetto di un incontro ai massimi livelli che si terrà il prossimo 1° ottobre nell'aula magna della Corte di Cassazione, a Roma. L'iniziativa è stata promossa dal sostituto procuratore Antonio Sangermano e dalla presidente del Tribunale di Firenze, Marilena Rizzo, per conto della componente Unicost dell’Associazione nazionale magistrati. La proposta, avanzata da Sangermano nel corso del Comitato direttivo centrale dell'Anm, è stata approvata all'unanimità. In realtà nel corso dell'incontro del 1° ottobre si parlerà delle difficoltà che riguardano anche altri uffici giudiziari italiani.

«Verranno ultimativamente esternate tutte le rivendicazioni della Magistratura per la intollerabile carenza di risorse umane e materiali negli Uffici - spiega una nota di Unicost - tale da avere portato il sistema giustizia sull’orlo del fallimento. L’evento sarà coordinato e presieduto dal nostro presidente, Piercamillo Davigo. Si tratterà di una occasione decisiva per porre le autorità preposte nella ineludibile condizione di impegnarsi a dare risposte concrete ed in tempi certi ai problemi della giustizia o di assumersi la definitiva, e pubblica, responsabilità di una situazione insostenibile».

Insomma, una sorta di ultimatum che, in assenza di risposte, potrebbe portare a un’astensione dalle udienze. «A seguire - spiega ancora Unicost - verranno promossi incontri con le autorità preposte cui potranno partecipare, insieme alla Giunta dell’ Anm, le rappresentanze sindacali del personale amministrativo e dell’Avvocatura. Ove la politica non sappia dare risposte e soluzioni concrete ed in tempi certi alle nostre giuste rivendicazioni, la Giunta dell’Anm si riserva di indire una giornata di astensione dalle udienze da tenersi entro il mese di gennaio 2017».

Durante la riunione del Comitato direttivo centrale dell’Anm, il sostituto Sangermano è tornato a sottolineare «la gravissima e intollerabile situazione in cui versa l'ufficio giudiziario di Prato». «Come membro del Cdc - ha aggiunto Sangermano - avrò cura di indicare le specifiche responsabilità di chi ha fatto finta di interessarsi a quello che succede a Prato o di chi non se n'è interessato affatto».

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