Il Tirreno

Prato

Infortunio, indagato il titolare della ditta

di Ilenia Reali
Infortunio, indagato il titolare della ditta

Duro il procuratore capo: «La manipolazione di un incidente sul lavoro è un fatto gravissimo. Non è la prima volta che accade»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il titolare dell'azienda edile per cui Naiym Ejilali stava lavorando è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo. L'imprenditore edile, titolare di un'azienda in via Ferrucci, è stato sentito ieri dagli ispettori del dipartimento di prevenzione e sicurezza sul lavoro dell'azienda sanitaria che stanno portando avanti l'inchiesta.

L'obiettivo è cercare di ricostruire la dinamica dell'infortunio costata la vita al sessantacinquenne marocchino, che non risulta dipendente dell'azienda edile pur avendovi lavorato sette anni prima e capire se il mancato soccorso, richiedendo immediatamente l'intervento dell'ambulanza direttamente da via Papi dove i due stavano lavorando, ha aggravato la condizione di saluto e se quindi la morte è sopraggiunta in conseguenza di un altro reato.

In base a un'ulteriore ricostruzione dei fatti i due erano insieme al momento del volo di cinque metri che il muratore ha fatto cadendo dal tetto del magazzino che stava contribuendo a riparare. E' stato inoltre accertato che l'azienda al momento dell'infortunio era chiusa e nessun testimone, fatta eccezione per il titolare, ha assistito alla caduta. Non sarebbero iscritti al momento nel registro degli indagati i proprietari del capannone dal momento che, con ogni probabilità, non sapevano che l'uomo non risulterebbe tra i dipendenti dell'azienda edile e soprattutto, solo in un secondo tempo, sono venuti a sapere dell'incidente.

Non è ancora chiaro invece cosa sia accaduto dopo che l'uomo è volato dal tetto frantumando il lucernario e quali fossero le condizioni del marocchino quando è stato accompagnato a casa e qui, alle 15 passate, accompagnato in ospedale "per un malore".

Gli interrogatori che sono andati avanti fino al pomeriggio di ieri e che hanno riguardato, tra gli altri, anche l'imprenditore che ha in affitto il capannone tessile mirano anche a capire a che ora esattamente sia avvenuto l'infortunio.

Non è escluso che dalla caduta alla chiamata del 118 siano trascorse diverse ore e che quindi la morte, avvenuta prima della mezzanotte di venerdì 15 nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Prato, possa essere stata determinata anche da un ritardo nei soccorsi.

Durissimo il capo della procura della Repubblica di Prato Giuseppe Nicolosi su quando accaduto. «La manipolazione dell'infortunio sul lavoro - ha commentato- è un fatto gravissimo e tra l'altro non nuovo a Prato. Non vorrei fossimo davanti a un fenomeno nuovo dal momento che ci siamo trovati a indagare su più casi, almeno tre o quattro di cui due molto gravi».

«In un caso - riferisce il procuratore - un giovane cinese cadde da una scala a Bologna dove stava effettuando la tinteggiatura di un appartamento e fu portato, ormai morto, a Prato mentre in un secondo caso, a infortunarsi in modo serio fu un muratore albanese che lavorava, sempre a nero, con un collega. Non alterare la situazione in cui accade l'infortunio e soccorrere immediatamente il lavoratore è assolutamente fondamentale e non si possono tollerare situazioni diverse».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca