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Prato

Carmignano piange Giacomo Tano

Carmignano piange Giacomo Tano

Aveva 36 anni e lavorava nel maglificio di famiglia alla Serra. Lascia due bimbi

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PRATO. Un ragazzo solare, che non ha mai perso il sorriso, neanche quando il percorso davanti a lui si presentava irto e difficile. E’ così che Carmignano, la sua Carmignano, ricorda Giacomo Tano, che si è spento giovedì a soli 36 anni dopo una lunga battaglia contro una malattia che alla fine ha avuto la meglio, lasciando la moglie Claudia e due bambini, Andrea ed Elia. Giacomo lavorava come artigiano nella maglieria di famiglia, la Etruria Maglieria a La Serra. «Eravamo amici da una vita – racconta commosso Matteo Bardazzi – ci conoscevamo da ben 34 anni e abbiamo condiviso tantissime cose che porterò sempre con me. Giacomo era una persona a cui era impossibile non volere bene, una bomba, sempre attivo. Ne ha passate tante, le chemio, due trapianti, e ogni volta che mi dava degli aggiornamenti era lui a portare a casa me, a darmi forza. Un vero amico, sempre sorridente, pronto a scherzare. Un ricordo che non passerà mai».

In tantissimi, appresa la notizia della sua scomparsa, hanno dedicato anche su Facebook un pensiero a quel “guerriero” che non ha mai voluto smettere di combattere, una persona sempre educata e gentile che sicuramente rimarrà un esempio per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il suo cammino.

«Hai affrontato con coraggio e dignità la battaglia più difficile – ha scritto Edoardo Prestanti, sindaco di Carmignano, ma soprattutto amico del giovane – voglio ricordarti quando incoraggiavi mio padre, e quando scherzando aiutavi mia madre a sdrammatizzare le sue preoccupazioni. Ciao Giacomo».

«Conoscevo Giacomo da quando era un bambino – dice di lui Monica Attucci, amica di famiglia che ha avuto modo di seguire Giacomo anche nel dopo Cresima, in parrocchia, quando era adolescente – è stato un guerriero nel vero senso della parola, ha combattuto fino alla fine con il sorriso sulle labbra e non si è mai voluto abbattere, anche in quei momenti in cui chiunque avrebbe gettato la spugna. Resterà un esempio di forza per tutti, al quale dovremo pensare soprattutto quando ci lasciamo prendere dallo sconforto per un niente. Viveva nell’amore della sua famiglia, la moglie Claudia e i due bellissimi bambini, e sono sicura che è stato l’attaccamento a loro che lo ha portato a non volersi arrendere mai. L’ultima volta che ci siamo visti, con Giacomo, è stato a maggio, quando ha assistito alla prima confessione del suo bimbo più grande». Le esequie si terranno stamani alle 10 nella Chiesa di Carmignano.

Giulia Catarzi

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