Attenzione
Aveva 29 anni e l’energia e la forza di una leonessa
L’avvocatessa ha dato l’esame di abilitazione professionale mentre lottava contro il cancro. «Un esempio per tutti»
PRATO. La dipingono come una ragazza solare e coraggiosa, innamorata della vita e mai rassegnata al dolore. Negli ultimi anni, facendosi forte con il suo ottimismo, Francesca Molino era riuscita a non mollare, tanto da superare l'esame di Stato nel 2013 e coronare così il sogno di diventare avvocato. Ma il male che l'aveva colpita tre anni fa ha avuto il sopravvento giovedì scorso: a 29 anni Francesca è morta, di cancro. Lascia un grande vuoto nella piccola comunità di Paperino dove vive la famiglia e dove lavora il padre Gaetanino, medico di medicina generale e allergologo.
Per salvare Francesca la famiglia aveva tentato di percorrere tutte le strade possibili, spingendosi fino a Milano per curare la giovane figlia colpita da una forma di cancro particolarmente aggressivo. Ed effettivamente per un po' di tempo Francesca, dopo una serie di cicli di chemioterapia, aveva ripreso a stare meglio.
La giovane donna, che ha sempre cercato di affrontare la malattia con il sorriso sulle labbra, ha iniziato a peggiorare e a stare nuovamente male, all'improvviso, nell'ultimo mese. A piangere Francesca ieri mattina si erano radunati tanti amici e parenti nella chiesetta di Santa Maria a Colonica dove si sono svolti i funerali. E dove le toccanti parole della composta omelia pronunciata dal parroco don Romano Faldi hanno lasciato il posto, sul finale, ai brani di musica leggera che amava canticchiare la giovane donna. «Era una combattente, non si è mai arresa durante la malattia», racconta un'amica cresciuta nella casa dei Molino. Francesca, una "leonessa" che mentre combatteva il cancro studiava sodo per l'esame che le avrebbe permesso di avviare la professione forense. E così ha fatto, per quasi due anni ha lavorato in uno studio legale di Prato, fino all'aprile 2015. Poi ha lasciato la professione di avvocato, optando per un impiego più leggero in banca, per l'esattezza alla Cassa di risparmio di San Miniato dove ha lavorato come addetta commerciale. Doveva essere una parentesi, prima di tornare a quel lavoro tanto desiderato e per il quale aveva studiato: la giovane avvocatessa si era specializzata in diritto penale minorile, a partire dalla tesi in sociologia del diritto con cui si laureò in giurisprudenza cinque anni fa. Da argomento di studio il contesto carcerario in ambito minorile era diventato anche una molla per fare attività di volontariato. Per tre anni Francesca, un passato di scout Agesci a Firenze, ha fatto volontariato all'istituto penale minorile "Meucci" di Firenze. Tra le sue passioni, anche l'amore per gli amici a quattro zampe che facevano parte della vita quotidiana. Per il funerale di Francesca, i genitori Gaetanino e Giovanna e le sorelle Cecilia e Paola non hanno voluto fiori ma offerte per i volontari dell'Hospice dove la ragazza ha trascorso gli ultimi giorni di vita.
Maria Lardara
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