Il Tirreno

Prato

Lite in Comune sulle azioni Bpvi di Consiag

Cristina Orsini
La sede Consiag in via Panziera
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La sede Consiag in via Panziera

Prato, scontro in commissione Controllo e garanzia, Baggiani: «Non abbiamo usato i soldi dei cittadini». Il 20 luglio prima udienza di mediazione per recuperare i 9 milioni e mezzo

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PRATO. Il 20 luglio si saprà se Consiag spa riuscirà a rientrare in possesso, velocemente, di tutto o di una parte dei nove milioni 300.00 euro di azioni (154.153 di titoli) acquistate in tre tranches dal 2011 all’agosto 2014 dalla Banca Popolare di Vicenza, investimento che al termine del precipitoso crollo dei titoli Bpvi, oggi vale qualcosa come 15.000 euro.

Consiag spa, infatti, la holding finanziaria del gruppo, avrà la prima udienza della mediazione obbligatoria (una sorta di conciliazione tra le parti») il 20 luglio, appunto. «Se questo tentativo fallirà procederemo con la causa civile vera a propria in tribunale e non escludiamo un’azione di rivalsa diretta sugli ex amministratori della banca». A ritornare sull’argomento acquisto delle azioni della Popolare di Vicenza da parte della partecipato a capitale pubblico, è stato il presidente Luciano Baggiani chiamato a riferire davanti ai componenti della commissione di Controllo e garanzia presieduta dal Giorgio Silli (Forza Italia). Ad accompagnare Baggiani la responsabile amministrativa Anna Guidone.

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Confronto a tratti acceso, quello tra il presidente Consiag e i consiglieri, in particolare su un aspetto: se una partecipata a capitale pubblico al 100% come quello di Consig (i cui soci sono solo Comuni) - come ha sottolineato Aldo Milone di Prato libera a sicura - possa «utilizzare i soldi dei citadini - ha detto - facendo speculazioni in azioni». Una domanda che, secondo il commissario Pd Antonio Napolitano, «posta così è una barzelletta, visto che il cda di Consiag, nominato dai soci pubblici, è tenuto, per legge, a gestire l’azienda come se fosse privata, scegliendo in piena autonomia».

Scintille vere tra Milone e Napolitano. Stemperate dall’ingresso a gamba tesa del presidente: «Calmiamoci» e dalle ulteriori spiegazioni della responsabile amministrativa della società: «Consiag poteva acquistare azioni per due motivi: perché lo consente la legge, quindi il codice civile e perché è previsto dalla statuto».

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«Non vogliamo entrare nel merito della bontà o meno del tipo di investimento - ha aggiunto Baggiani - dei quali i soci erano perfettamente a conoscenza, la nostra vuole essere una spiegazione tecnica: abbiamo acquistato azioni per ottenere, in questo modo, tassi decisamente convenienti sul denaro prestato ma soprattutto apertura di credito che le altre banche del territorio, dall’avvio della crisi, nel 2008, ci negavano. E’ grazie a questo se alla fine siamo riusciti sempre a garantire dividendi ai nostri soci».

BPVI: TUTTE LE TAPPE

Secondo Baggiani, inoltre, «è un errore parlare di uso dei soldi dei cittadini. Semplicemente perché Consiag, per gli investimenti, utilizza denaro che ottiene grazie alle proprie attività finanziarie». Baggiani ha anche spiegato che la società «ha spostato le risorse in altre banche, prima tra le quali il Monte dei Paschi». Il commento, un’altra volta, è stato di Milone: «Grande intuito».

 

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