Il dolore
La sagra dell’immondizia, rifiuti gettati ovunque
Non c’è solo la zona industriale del Macrolotto a richiedere più attenzione: da via Zarini a via Ferrarini, da via Fermi a via Padre Pio dilaga la sporcizia
PRATO. Cassonetti pieni, discariche abusive lungo i marciapiedi e rifiuti gettati per strada. L'incuria urbana non è un problema che riguarda solo la zona industriale del Macrolotto: i cittadini ci inviano ogni giorno, da più parti della città, segnalazioni di situazioni di presenza di immondizia fuori dagli appositi bidoni.
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Per rendersene conto personalmente basta fare un giro per le strade dei quartieri. L'abbandono dei sacchi neri ai lati dei contenitori è un malcostume abbastanza diffuso ovunque: non solo cassonetti strapieni, ma anche rifiuti di tutti i tipi, quali bombole del gas vuote abbandonate per terra. E' il caso dei cassonetti posizionati in via Zarini all'altezza del civico 132, nell'area in cui, dal 18 luglio, arriverà la raccolta porta a porta. Svoltando a destra, nelle strade limitrofe che conducono alla zona del Soccorso, la situazione, a colpo d'occhio, non è migliore. In alcuni casi, sembra che la spazzatura non venga ritirata da giorni: dai cassonetti sporgono addirittura rami provenienti da potature di alberi e giardini (via Padre Pio da Pietralcina), per terra, invece, specie in via Ferrarini, una strada dove si trovano molte fabbriche e magazzini, è facile imbattersi in sporcizia di varia natura, fatta anche di materiali edili provenienti da cantieri e demolizioni.
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In via Enrico Fermi, in zona Le Badie, in un piazzale che si trova proprio nei pressi degli uffici comunali della Circoscrizione Est, si sono accumulati sacchi neri di immondizia che giacciono ai piedi delle auto in sosta. In mezzo, si intravedono anche una vecchia valigia e scatolame vario. I segni di degrado lungo le strade non si vedono solo dai rifiuti abbandonati qua e là, ma anche dall'erba alta e dalle erbacce dei campi che circondano strade abitate. Davanti alla parrocchia della Resurrezione, ci sono sterpaglie ed erba alta delimitate da una recinzione in rete.
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Il copione si ripete in via Arcangeli, nel cortile abbandonato della ex piscina, dove la scena che si presenta agli occhi dei passanti è sempre la stessa: erba incolta e alberi coi rami piegati.
Insomma, il quadro è desolante. Tanta inciviltà, tanto menefreghismo, non c’è dubbio, ma anche tanto lavoro per Asm che è chiamata a raddoppiare le forze per rendere la città più accettabile e meno sciatta. Oltre il centro storico c’è un’altra Prato che attende risposte.
(1- continua)
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