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Inchiesta sui pestaggi perizia su smart e tablet

Inchiesta sui pestaggi perizia su smart e tablet

I sostituti Gestri e Boscagli hanno affidato l’indagine a un esperto informatico Domani summit tra le procure di Prato e Firenze per nuovi controlli

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PRATO. A caccia di indizi sui supporti informatici sequestrati il primo luglio scorso ai nove cinesi del Cervo Bianco indagati per associazione per delinquere (in sette) finalizzata ad atti di violenza per motivi etnici (tutti e nove).

I sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli che ieri mattina hanno fatto il punto dell’inchiesta con il procuratore capo Giuseppe Nicolosi e con il capo della Mobile Francesco Nannucci, hanno dato incarico a un perito (un tecnico, esperto di informatica, che ha lavorato anche per la polizia postale) per svolgere un’indagine approfondita su tutti gli smartphone, tablet e computer sequestrati durante le perquisizioni che hanno riguardato la sede dell’associazione in via Marini, un’azienda, alcune abitazioni, all’interno delle quali - in una in particolare - sono stati trovati e sequestrati - spranghe di ferro e bastoni.

La perizia tecnica che punta a una verifica capillare degli scambi on line e sui sociale, in particolare Wechat, avvenuti tra gli associati negli ultimi mesi, in cerca di riscontri sull’ipotesi accusatoria(spedizioni punitive indiscriminate contro nord africani, possibili elementi che colleghino il gruppo alla sommossa di Sesto e altro ancora) è un accertamento irripetibile per il quale sono stati avvertiti anche i difensori degli indagati.

Parallelamente proseguiranno anche gli interrogatori: Stefano, Kejian Jiang, difeso dall’avvocato Giuseppe Nicolosi (omonimo del procuratore capo) è stato sentito la settimana scorsa ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Presto toccherà anche agli altri. Due sono in carcere: Jack, Jiadong Ye, vero capo del Cervo Bianco al quale è stata revocata la semilibertà (ottenuta dopo aver scontato 8 dei 18 anni di condanna per omicidio) e Jacopo Hsiang, arrestato una quarantina di giorni fa nell’ambito di un’inchiesta per droga e prostituzione.

E se la procura di Prato prosegue nelle indagini sull’attività del gruppo di comando interno all’associazione cinese, gli stessi magistrati domani si recheranno in procura a Firenze per un vertice con i colleghi del capoluogo.

Sul tavolo la nuova ondata di controlli nelle aziende del distretto parallelo d’area vasta previste dal progetto regionale “Lavoro sicuro”. Anche in questo caso, oltre a fare il punto delle situazione (i primi mesi dopo il rogo della Teresa Moda del primo dicembre 2013 dove morirono 7 operai, vennero effettuati fino a 12 blitz al giorno), verrà organizzata l’attività futura. Anche i controlli nelle aziende cinese potrebbero subire nuove formulazioni.

Cristina Orsini

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