Toscana
Nel futuro del Museo Datini l’integrazione col Palazzo Pretorio - Foto
I progetti del nuovo direttore della Casa-Museo, Walter Bernardi. «È una delle eccellenze della città ma occorre farla conoscere di più»
PRATO. Un palazzo intriso di storia, di storia pratese. E' la Casa-Museo Datini in pieno centro storico. Un edificio che abbraccia un intero isolato da via Ser Lapo Mazzei, via Rinaldesca, vicolo del Ceppo a vicolo del Porcellatico. Fu questa la dimora del mercante Francesco di Marco Datini, nato nel 1335 e morto nel 1410, la cui statua è in piazza del Comune, in un luogo che si riserva ai grandi della città. E un grande lo è stato, sicuramente. All'interno di quel palazzo c'è il museo, la struttura è privata - gestita dalla Casa Pia dei Ceppi, una fondazione onlus -, ma la nomima del consiglio di amministrazione è decretata dal Comune.
Da poco c'è stato il cambio della guardia e il nuovo presidente è il professor Walter Bernardi, docente universitario da poco in pensione. «Ho accettato volentieri quello che reputo un incarico di volontariato civico - spiega Bernardi - Volontariato perché nessuno all'interno del cda percepisce niente. Sono contento di prendere in mano le redini di questa casa gloriosa per il bene della città. Questa è davvero una delle tante eccellenze pratesi».
Ma forse non tutti i pratesi hanno visitato le stanze dove visse il Datini, per lo più sono turisti (molti stranieri) che ammirano l'interno di quelle mura che racchiudono una parte importante della storia della città. Basta sfogliare il libro delle presenze e si possono leggere commenti di visitatori entusiasti di quanto hanno appena visto. Nessun biglietto, l'ingresso alla Casa-Museo Datini è gratis. Peccato però che in giro indicazioni per arrivarci non ce ne siano. Più volte viene detto che Prato ha le caratteristiche di una città turistica, però mancano quelle cose che servono a chi arriva da fuori, come un'adeguata cartellonistica sulle opere d'arte da visitare.
«In effetti - ammette Bernardi - di indicazioni non ce sono. E non solo. La Casa-Museo è letteralmente a pochi passi da Palazzo Pretorio: quello che andrebbe fatto è un'integrazione fra i due musei, instaurare una sinergia e lavorare insieme per dare vita ad un unico, grande polo museale del centro cittadino insieme ai musei diocesani. L'occasione giusta per partire - aggiunge il professore - potrebbe essere l'anno prossimo, quando nel Pretorio verrà allestita una grande mostra sulla Sacra Cintola. Ecco, la mostra potrebbe essere dislocata su due o più sedi. Non dimentichiamo che a Palazzo Datini ha sede l'Archivio di Stato e qui è racchiusa tutta la documentazione sulla storia della reliquia mariana. Sarebbe la prima cosa da poter fare insieme».
Il neo presidente della Casa-Museo Datini passa, poi, a parlare di quelli che sono i compiti istituzionali della fondazione: «Conservare e valorizzare il patrimonio esistente, collaborare con le varie attività culturali e ultimo, ma non per importanza, fare beneficenza e aiutare le persone bisognose e collaborare con le associazioni di volontariato. Era questa la volontà di Francesco Datini e che noi portiamo avanti, la fondazione ha infatti uno scopo fondamentalmente benefico».
Entrare all'interno del palazzo in centro è fare un salto indietro nel tempo. «Ci sono gli ambienti dove visse Francesco Datini - spiega il professor Bernardi - Qui abitò insieme alla moglie, figura importante nella sua vita, e non c'è Francesco se non c'è Margherita. Qui è conservato il suo archivio, non è facile trovare qualcosa di analogo per altre casate mercantili. Lo stesso Datini lo lascio ad un'istituzione che ha permesso di conservarlo fino ad oggi. E poi i suoi lasciati a favore dei poveri e quelle annotazioni riportate all'inizio dei suoi scritti, dove si legge, con non poca sorpresa, la scritta 'In nome di Dio e del guadagno' ».
Spesso antico e moderno vanno d'accordo, così Walter Bernardi ha pensato, per uno dei primi provvedimenti, di creare una pagina Facebook del Museo dove ogni giorno compaiono post e foto con notizie interessanti sulla figura del famoso "Mercante di Prato".
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