La manifestazione
L’aiuto della comunità senegalese
Saranno raccolte offerte per il rientro della salma nel paese d’origine
PRATO. La comunità senegalese di Prato è vicina alla famiglia del piccolo Mamadou, il bimbo di 7 anni morto sabato sera nell’incidente stradale di via Melis. Il presidente dell’associazione senegalesi di Prato, Moustapha Diagne, ha incontrato in ospedali i due senegalesi rimasti feriti e poi le famiglie. Ha assicurato la massima collaborazione per tutte le necessità che si presenteranno nei prossimi giorni per il trasferimento della salma di Mamadou in Senegal dove sarà sepolto. «In Italia non ci sono cimiteri musulmani, e da sempre tutti i senegalesi desiderano poter essere sepolti nella loro patria» spiega Diagne. Domenica prossima alle 15 nella sede della Croce d’Oro si terrà un incontro aperto a tutti i senegalesi di Prato per raccogliere i fondi in modo da poter aiutare la famiglia di Mamadou a poter affrontare il viaggio in Senegal.
«Abbiamo deciso insieme ai genitori - spiega Diagne - che sarebbe stato inutile, oltre ad a rappresentare una spesa ulteriore, portare la salma del bambino a Parma, dove vive la famiglia,e poi da lì organizzare il trasferimento in Senegal. Il rientro in patria avverrà da Prato».I genitori di Mamadou vivono infatti nella provincia di Parma ma erano venuti in Toscana per partecipare al battesimo del cuginetto che vive a Montemurlo. L’incidente è avvenuto al ritorno dai Gigli dove i tre, il babbo di Mamadou, il piccolo e lo zio erano andati nel pomeriggio per acquistare un cellulare.
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