Sicurezza
Macrolotto Zero: «Riqualificazione solo un primo passo»
Prato, secondo Bruno Gualtieri del comitato di via Pistoiese la contraddizione resta il maxi ristorante cinese nell’ex Lidl
PRATO. «Sì, ma...». Per un italiano che nel Macrolotto zero, la Chinatwon di Prato, ci vive, il progetto di riqualificazione da otto milioni (6 dalla Regione, 2 del Comune) dell’area «è un primo passo ma di certo non è abbastanza. Perché per riportare ordine in questo grande caos le cose da fare sono centomila, soprattutto dopo trent’anni di assenza delle istituzioni». Parola di Bruno Gualtieri, portavoce del Comitato di via Pistoiese Macrolotto zero.
Cinesi (in gran numero) poi bulgari, afghani, rumeni, nigeriani, albanesi e una minoranza di italiani. Questa è il Macrolotto Zero nel quale il Comune creerà spazi pubblici, rinconvertirà edifici con funzioni pubbliche nel quadrilatero tra via Pistoiese, via Filzi e via Colombo.
«Un progetto che noi aspettavamo da molto tempo, che appoggiamo in pieno ma che riguarda - afferma Gualtieri - un’area troppo piccola. Come avevamo suggerito durante la fase partecipativa (al circolo Curiel ndr) ci saremmo aspettati un segno di rinascita su ogni strada del Macrolotto: con una biblioteca, per esempio, in una strada, un punto di aggregazione di un’altra e così via. Ma ci hanno detto che i soldi non sarebbero stati sufficienti. Quello progettato non può che essere il primo passo in una strada ancora molto lunga». E poi c’è la questione ristorante cinese, anzi, maxi ristorante cinese.
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«Un investitore della comunità - prosegue Gualtieri - ha comprato l’ex Lidl (tra via Borgioli e via Bonicoli ndr) per tre milioni e mezzo di euro e ora sono già partiti i lavori per trasformarlo in un ristorante da 700 posti. Il ristorante con il parcheggio nascerà proprio nel cuore della riqualificazione. Di fronte è previsto un mercato coperto come quello di San Lorenzo a Firenze. Ecco, secondo noi del comitato, questa è una contraddizione, perché si riordinano spazi da una parte per aumentare il caos dall’altra».
L’ex Lidl, secondo il comitato, avrebbe dovuto diventare pubblico «e trasformato - prosegue Gualtieri - in un centro polifunzionale con anche un ambulatorio Asl». E invece niente.
«Lo aspettavamo a gloria, quel progetto» dice l’amministratore del Circolo Curiel Giovanni Moschiti alle prese con la costruzione del palco per la festa cino-italiana di oggi ai giardini di via Colombo. «Certo - ammette Moschiti - è uno sforzo che per dare risultati dovrà arricchirsi degli investimenti dei privati perché altrimenti riguarderà una parte troppo piccola del grande Macrolotto Zero».
E spetterà a Moschiti parlare della riqualificazioni dell’area alle comunità cinesi che incontrerà lunedì 11. «Ci vedremo- afferma - per l’organizzazione di una grande kermesse con karaoke prevista per il 31 luglio. Lì prenderò lo spunto per capire cosa ne pensino».
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