Il Tirreno

Prato

Arazzi e tappeti rinascono all’interno del Museo del tessuto di Prato - Foto

di Camilla Bernacchioni
Arazzi e tappeti rinascono all’interno del Museo del tessuto di Prato - Foto

Il Laboratorio per la conservazione e il restauro tessile è gestito dal Consorzio Tela di Penelepe composto da sole donne. Determinante il supporto dell’associazione Amici dei Musei

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PRATO. «Un bell'esempio di sinergia tra soggetti diversi e di sostenibilità». Filippo Guarini direttore del Museo del Tessuto definisce così il Laboratorio per la conservazione e il restauro tessile gestito dal Consorzio Tela di Penelope. Una realtà, continua Guarini, da quasi 15 anni «parte integrante del museo e polo di eccellenza di dimensione ormai sovraregionale».

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Ma non è l'unica peculiarità del laboratorio allestito grazie al contributo dell'Associazione Pratese Amici dei Musei e dei Beni ambientali (80mila euro per l'acquisto dei macchinari) e intitolato a Giovanna Rucellai Piquè fondatrice e primo presidente dell'associazione. Proprio Rucellai Piquè ha anche avuto il merito di istituire il gruppo dei volontari al museo e la stretta collaborazione con questa importante istituzione cittadina. Il Laboratorio opera sia per la gestione e la manutenzione delle collezioni stesse del museo sia per il restauro di tessuti e abiti commissionati da altri enti o privati. Costituito nel 2002 e nato da un progetto a sostegno dell'imprenditoria femminile, ancora oggi il consorzio è composto da sole donne: Simona Laurini (socia fondatrice) e poi Elisa Zonta, Azelia Lombardi tutte di età compresa tra i 30 e i 40 anni e diplomate all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

«Il restauro è donna - spiega Zonta - diciamo che almeno il 70% lo è e non solo per quanto riguarda l'area tessile». Il supporto degli Amici dei Musei ha permesso di avere particolari attrezzature tecniche per realizzare interventi secondo le metodologie più moderne: pulitura, analisi e riconoscimento delle fibre, restauro conservativo e integrativo di arazzi e tappeti, conservazione di campionari tessili, abiti e accessori. Attualmente al laboratorio si lavora per il recupero di una tappezzeria proveniente da una dimora storica di Cagliari sulla quale le restauratrici sono in grado di intervenire anche grazie all'enorme tavolo - uguale a quello in dotazione all'Opificio - con delle piastrelle che si possono spostare per poter cucire e riparare tessuti di grandi dimensioni. Al laboratorio si occupano anche della tintura «utilizzando solo fibre naturali, è la nostra caratteristica» precisa Laurini.

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«E' stata una fortuna poter avere queste attrezzature che non tutti hanno. I nostri sono interventi conservativi - continua Laurini - purtroppo non c'è molta cultura in Italia da questo punto di vista, altrimenti i tessuti non arriverebbero a degradarsi così tanto prima di fare interventi, di solito prima si pensa a restaurare i quadri». Negli spazi del laboratorio, al piano terra dell'ex Campolmi, arrivano pezzi un po' da tutta Italia dai paramenti, a costumi, arazzi, tappezzeria.

«Il museo del tessuto - dicono in coro le restauratrici - fa un gran lavoro anche di promozione, perché grazie a mostre come quella dedicata ai jeans ha fatto avvicinare tutti ai tessuti e alla moda». Un laboratorio che su richiesta si può anche visitare e che ha suscitato tanto interesse durante la visita d'eccezione al festival "Trenta Volte Volontariato" organizzata dall'associazione Amici dei Musei.

Il ruolo degli Amici dei Musei. Dal Laboratorio di restauro al Museo del Tessuto, a quello di restauro del libro antico all'interno della Biblioteca Roncioniana allestito nel settembre del 2000, fino a oltre 20 restauri di opere sparse in tutta la città, l'associazione Amici dei Musei dal 1980 (anno di fondazione della sezione pratese) continua a dare importanti contributi alla promozione e al recupero dei tesori artistici del territorio pratese. Anche in termini economici.

"Il più impegnativo per noi è stato senz'altro quello per il laboratorio del Museo del Tessuto - spiega Giorgio Arter presidente dell'associazione - e ne siamo orgogliosi così come lo siamo dei tanti altri interventi di recupero che negli anni abbiamo sostenuto economicamente e promosso". Il Laboratorio del restauro del libro antico alla Roncioniana, per esempio, che l'associazione ha contribuito a realizzare, provvede alle esigenze di recupero del materiale danneggiato della biblioteca. L'attività si incentra prevalentemente sul recupero dei fondi antichi, intervenendo contemporaneamente sul materiale moderno che necessita di restauro al fine di garantirne la fruibilità da parte degli utenti.

Oltre all'attività di valorizzazione del patrimonio artistico locale e nazionale attraverso un fitto programma di gite culturali e visite guidate, l'associazione offre supporto per le aperture domenicali del Museo del Tessuto. Aderente alla federazione nazionale degli amici dei musei, è tra le organizzazioni culturali di volontariato e senza scopo di lucro più significative del territorio pratese.

"La nostra missione - conclude Arter - è quella di divulgare la conoscenza e l'amore per i beni artistici e ambientali di cui è ricco il nostro Paese, con particolare attenzione alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio pratese". Oggi sono circa 200 i soci dell'associazione che ha sede in via Carbonaia a Prato 8/A.

 

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