Il dolore
Otto condanne per il traffico illecito di stracci
I cenci a Montemurlo non venivano igienizzati favorendo il clan della camorra. Assolti Ascione e Castorri
PRATO. Il pubblico ministero Ettore Squillace aveva chiesto per Vincenzo Ascione, già condannato all'ergastolo per l'omicidio Cozzolino e poi assolto in appello, 11 anni. Una richiesta che, da figura secondaria all'inizio delle indagini l'aveva trasformato in figura centrale del processo nei confronti di dieci imputati accusati, a vario titolo, di aver fatto parte di un gruppo di persone che aveva commercializzato indumenti usati senza sottoporli al processo di igienizzazione e, favorendo, in alcuni casi, il clan della camorra. Un traffico stroncato nel 2011 dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia che aveva portato all'arresto di 17 persone tra Prato, Montemurlo e Ercolano.
Ieri Vincenzo Ascione, difeso dall'avvocato Antonino Denaro, è stato prosciolto dal collegio giudicante presieduto dal giudice Magi (a latere Fanales e Mancini). Proscioglimento anche per il reato di estorsione e per il trasportatore Paolo Castorri (per lui erano stati richiesti due anni e tre mesi). Condanne pesanti invece quelle nei confronti degli altri imputati tutti coinvolti nel traffico illegale di stracci tra Montemurlo e Ercolano attraverso l'azienda Eurotess di via Brescia il cui titolare Franco Fioravanti era stato condannato in primo grado a due anni e 6 mesi con la formula del rito abbreviato.
Per Emanuele Bagnati, considerato il gestore di fatto dell'azienda, i giudici hanno sposato la richiesta del pm condannandolo a 6 anni. Condanna maggiore rispetto a quella richiesta per il trasportatore Gabriele Borragine (5 anni) e per il commerciante Salvatore Scognamiglio (4 anni). Condannati anche Sauro Bellucci (3 anni), Antonio Viola (3 anni e 6 mesi), Catello Russo (3 anni e 6 mesi) e Marco Corti (3 anni) e, per la moglie di Fioravanti, Edwige Nathalie Pichot (3,6 mesi).
Secondo quanto emerso durante il dibattimento l'illecito guadagno sul commercio degli stracci si sarebbe realizzato con la falsificazione della documentazione contabile. Un chilo di indumenti usati, in gran parte provenienti dalla raccolta delle organizzazioni umanitarie, veniva pagato alla fonte tra i 10 e i 20 centesimi e rivenduto tra i 40 e i 45. Nella fase intermedia la legge prevede che debba esserci un trattamento di vaglio, cernita e igienizzazione, da farsi in aziende autorizzate.
Una di queste è la Eurotess di Fioravanti, che secondo gli inquirenti si limitava a cambiare la documentazione di trasporto senza fare alcun trattamento, risparmiando così circa 25 centesimi al chilo. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni.
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