Le dimissioni on line possono costare 150 euro
Prato, una consulente del lavoro segnala il caso di un dipendente di una ditta, per la stessa prestazione i sindacati hanno un comportamento diverso
PRATO. Per chi non è in grado di procedere autonomamente all'invio telematico, presentare le dimissioni volontarie ha un costo. A farne la scoperta è stata Erica Lauria, consulente del lavoro, che ha seguito la pratica del dipendente di una ditta da lei assistita. E' stato il lavoratore a rivolgersi alla professionista pratese per chiedere spiegazioni, dopo essersi rifiutato di pagare 150 euro per trasmettere per suo conto le dimissioni on line. Si tratta di una somma richiesta a titolo di iscrizione al sindacato. Il lavoratore infatti si era recato alla Cgil, che però, come spiega il segretario organizzativo Giancarlo Targioni, non può erogare servizi di assistenza ai non iscritti, in quanto associazione.
"Essendo un obbligo di legge - afferma la consulente del lavoro - eravamo e siamo convinti che l'inoltro debba essere gratuito e, per aver chiarimenti circa quanto asserito dal lavoratore, abbiamo provato a chiamare il patronato. L'interlocutrice ci ha confermato che il servizio è a pagamento per i non iscritti al sindacato ma, per tranquillità, ci ha passato un dirigente che, in merito, ha confermato, sempre telefonicamente, quanto asserito dalla centralinista e cioè che il servizio è a pagamento per i non iscritti al sindacato".
La risposta non è andata giù al lavoratore, che ha deciso di dimettersi, ma che non vuole iscriversi a un'organizzazione sindacale. "In conclusione - prosegue la professionista - dobbiamo dedurre che le dimissioni on line non servono ad evitare le dimissioni in bianco, ma servono per far proliferare le iscrizioni ai sindacati anche contro la volontà dei singoli lavoratori".
In merito alla questione, Targioni della Cgil di Prato chiarisce che non è il patronato ad occuparsi della pratica, bensì l'ufficio vertenze dell'organizzazione sindacale. "Quello che mettiamo a disposizione è un servizio e in quanto tale gratuito solo per i nostri iscritti - spiega - per usufruirne è necessario sottoscrivere la tessera di iscrizione al sindacato, il cui costo varia in base alla categoria del lavoratore. Chi non vuole, è libero di effettuare la pratica di trasmissione on line delle dimissioni autonomamente, con il Pin rilasciato dall'Inps".
Da marzo di quest'anno, infatti, il lavoratore che vuole interrompere il rapporto di lavoro deve presentare le dimissioni on line attraverso la compilazione di un modulo reperibile sul portale del ministero del Lavoro oppure rivolgendosi ai soggetti abilitati, tra i quali, possono trasmettere il modulo per conto del lavoratore, i patronati, le organizzazioni sindacali, gli enti bilaterali e le commissioni di certificazione. In ogni caso è necessario essere in possesso del pin rilasciato dall'Inps. Le nuove modalità sono fissate nel decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale l'11 gennaio 2016.
Come si comportano gli altri sindacati? "Il patronato eroga il servizio ai lavoratori che presentano le dimissioni volontarie per accedere alla pensione - spiega Andrea Giannini di Inas Cisl di Prato - per questo tipo di richieste il servizio è gratuito; durante la carriera lavorativa, invece, ad occuparsi della pratica è l'ufficio vertenze del sindacato, che conosce i termini di preavviso in base alle categorie e le qualifiche di ognuno". "In questo caso - specifica la responsabile dell'ufficio vertenze, Eleonora Sciortino - ai non iscritti chiediamo un contributo di 15 euro, mentre per i tesserati il servizio è gratuito". "Per questo tipo di pratica non chiediamo la tessera sindacale a nessuno - dichiara Gabriella Pace del patronato Ital Uil di Prato - il servizio è gratuito per tutti. Se poi il lavoratore si è trovato bene, si può iscrivere successivamente".
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