Il Tirreno

Prato

presunti maltrattamenti

Il perito: «Nuti non è in grado di testimoniare al processo»

Il perito: «Nuti non è in grado di testimoniare al processo»

PRATO. L’attore Francesco Nuti non è in grado di intendere e volere, quindi di presentare una testimonianza attendibile nel processo per maltrattamenti che vede indagato l’ex badante georgiano Iason...

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. L’attore Francesco Nuti non è in grado di intendere e volere, quindi di presentare una testimonianza attendibile nel processo per maltrattamenti che vede indagato l’ex badante georgiano Iason Shavgulidze. È quanto sostiene il dottor Francesco Stracciari, primario di Neurologia all'ospedale Sant'Orsola di Bologna, nella sua relazione consegnata nei giorni scorsi al giudice per le indagini preliminari Francesco Pallini. L’incarico al consulente bolognese era stato conferito lo scorso 18 maggio dal gip per esaminare, nel corso dell’incidente probatorio, le condizioni di salute dell’attore e capire se fosse in grado, e in quale forma, di testimoniare nel processo, la cui udienza è fissata per il 18 luglio. La Procura dovrà decidere se andare a giudizio comunque, visto che Francesco Nuti, vittima dei presunti maltrattamenti, non è l’unico testimone anche se, per ovvie ragioni, il più diretto. L’incidente probatorio era stato richiesto dal sostituto procuratore Antonio Sangermano, mentre l’imputato è difeso dall’avvocatessa Silvia Nesti.

L’inchiesta era scattata lo scorso 5 gennaio dopo la denuncia dell'amministratore di sostegno di Nuti, Giustino Minocchi, che aveva ricevuto le informazioni dai familiari dell’attore. A loro volta i familiari erano stati avvertiti dal sostituto del badante, che da dicembre si era assentato. Il georgiano è accusato di maltrattamenti aggravati e lesioni. L'attore pratese fu sentito dal sostituto Sangermano e fu in grado di scrivere su un biglietto la frase emblematica e toccante: «Ho paura». Un colloquio avvenuto attraverso biglietti e gesti, a causa delle difficoltà di Nuti di comunicare con la parola. Tra le contestazioni al badante georgiano di 38 anni, non solo i maltrattamenti fisici, ma anche quella di non aver garantito l'igiene personale del suo assistito e di aver omesso di somministrargli un farmaco addensante necessario all'assunzione degli alimenti. Durante il periodo di affiancamento il sostituto del badante, originario del Burundi, si sarebbe reso conto che Nuti veniva sottoposto a pesanti vessazioni e così aveva informato la nipote. (f.a.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web