Sicurezza
«Giustizia da soli? Ci avevano avvertiti che sarebbe accaduto»
PRATO. Una sede a Prato non ce l'hanno più, almeno fisicamente. Ma perché è lo Spazio "Compost" che non esiste più. Il sipario si è chiuso ad aprile dopo che per sette anni hanno cercato di tenere in...
PRATO. Una sede a Prato non ce l'hanno più, almeno fisicamente. Ma perché è lo Spazio "Compost" che non esiste più. Il sipario si è chiuso ad aprile dopo che per sette anni hanno cercato di tenere in piedi un ponte tra italiani e cinesi. Lui ha la sua carriera di attore in quel di Milano, lei si muove tra una produzione e l'altra in Corea e il teatro “Carlo Felice” di Genova. Ma la coppia Shi Yang Shi e Cristina Pezzoli non riesce a tenere gli occhi chiusi dopo i fatti accaduti a Sesto. Dicono la loro, anche per senso di responsabilità. Per ricordare la genesi del patto per il “lavoro sicuro” che vide l'alba all'indomani del rogo di “Teresa Moda”. «Quel progetto è ora mutilato - osserva Pezzoli - non ha dato una risposta sul piano casa per risolvere il problema dei dormitori rispetto al quale i cinesi avevano avanzato delle proposte. Il piano “lavoro sicuro” doveva accompagnarsi inoltre ad azioni di comunicazione in nome della fiducia tra cittadini e istituzioni con una serie di riunioni a cadenza mensile in modo da fare il punto e aggiustare via via il tiro».
Qualcosa non ha funzionato, a un certo punto il meccanismo s'è inceppato. L'ultima riunione risale all'11 dicembre 2015. «Tutti sapevano che stava montando la rabbia in quel mondo. Com'è possibile che la politica non si sia accorta di un vuoto così pericoloso?». La regista Pezzoli non è una con la memoria corta. Novembre 2012, alla scuola cinese di via Busoni (San Paolo) è di scena il penultimo incontro del ciclo “Sono qui perché” promosso da Compost. «Furono i cinesi, stanchi di subire furti e rapine, a mettere in guardia che alla fine si sarebbero difesi da soli. Troppo facile ora criminalizzare l'associazione "Cervo Bianco" dalla quale pure ci siamo sempre distinti: loro hanno sempre invocato solo più sicurezza personale, per noi è sempre stato fondamentale il principio di reciprocità. La richiesta di sicurezza nelle fabbriche doveva andare di pari passo con quella della sicurezza personale. Così non è stato». In questo momento Prato, Sesto a la Toscana hanno gli occhi puntati di tutti i cinesi d'Europa. «Ciò che è successo all'Osmannoro è drammaticamente pericoloso - fa notare Yang - perché si sposa con quel vento anti-straniero che rischia di essere fomentato da una certa politica pigra e arroccata nella difesa di interessi consolidati».
Maria Lardara
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