Finanza
Partite di calcio e gioco per i bimbi Saharawi
PRATO. Da diversi anni ormai Prato apre le porte ai bambini Saharawi. Sono originari di una repubblica riconosciuta da 83 stati nel mondo, di cui 52 africani, che si autoproclamò stato nel 1976, a...
PRATO. Da diversi anni ormai Prato apre le porte ai bambini Saharawi. Sono originari di una repubblica riconosciuta da 83 stati nel mondo, di cui 52 africani, che si autoproclamò stato nel 1976, a seguito dell’esodo forzato della popolazione Saharawi dai propri territori del Sahara occidentale, occupati dal Marocco. S’insediarono nell’area desertica dell’Algeria, sperando di fare presto ritorno alle loro case ma ciò non avvenne e così dichiararono la nascita della Repubblica di Saharawi, a rivendicazione della propria esistenza come entità nazionale. La popolazione vive tutt’oggi in campi profughi. Da anni è stato aperto in Toscana un tavolo regionale di coordinamento in solidarietà della Repubblica di Saharawi, presieduto da Sandro Volpe. Ogni anno vengono organizzati in tutta Italia dei campi estivi per accogliere i bambini provenienti da tali territori. Quest’anno la Toscana ne accoglie 140, di cui 30 nell’area fiorentina e pratese. I bambini sono arrivati il 6 luglio e ripartiranno il 30 agosto. Il gruppo dell’area pratese, composto da maschi e femmine di 10 anni, alloggerà in diverse zone, inizialmente nelle scuole di Sesto Fiorentino, poi a Montemurlo, gentilmente ospitati da famiglie del Gruppo Trekking; in agosto invece saranno a Piombino e all’Isola d’Elba. Il 28 luglio, grazie alla collaborazione della fondazione Opera Santa Rita e di varie società calcistiche giovanili pratesi, i bambini Saharawi trascorreranno l’intera giornata nella nostra città. «Inizialmente saranno accolti dalla nostra fondazione», anticipa Roberto Macrì, presidente di Opera Santa Rita; «qui incontreranno loro coetanei, pratesi e non; passeremo poi la giornata nella piscina comunale di Via Righi fino alle 17 per poi disputare una partita di calcio presso il campo della società sportiva Zenith Audax, a cui parteciperanno anche i ragazzi dell’associazione Coiano Santa Lucia». Ad aver avuto l’intuizione «di creare un connubio tra sport e sociale» è stato Alessio Facchini, direttore del settimanale Calciopiù. Il calcio, si sa, ha un linguaggio universale, è uno sport che appassiona tutti e permette di superare le barriere linguistiche e culturali. Molto soddisfatto dell’iniziativa è il vescovo di Prato Franco Agostinelli, che sottolinea la necessità «di dare una voce al popolo Saharawi e così contrastare la cultura del silenzio dei paesi più sviluppati», e l’amministrazione comunale. Il vicesindaco Simone Faggi annuncia infatti l’imminente firma di un Protocollo d’Intesa con altre amministrazioni comunali a sostegno delle associazioni che si battono per il popolo Sahawari.
M;aria Giulia Rossano
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