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Con la posta a giorni alterni a Prato quarantuno esuberi

PRATO. No alla privatizzazione e no al recapito a giorni alterni. Questa posizione dei lavoratori di Poste Italiane della Toscana, espressa ieri all'attivo unitario a cui hanno aderito tutte e sei...

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PRATO. No alla privatizzazione e no al recapito a giorni alterni. Questa posizione dei lavoratori di Poste Italiane della Toscana, espressa ieri all'attivo unitario a cui hanno aderito tutte e sei le sigle sindacali firmatarie del contratto nazionale: Slc-Cgil, Cisl-Slp, Uilposte, Failp-Cisal, Confsal, Ugl. «Se l'azienda non ci ascolterà siamo pronti alla mobilitazione, valuteremo tutte le possibilità, fino allo sciopero generale», sostengono. «Faremo iniziative pubbliche - spiegano i sindacati - per spiegare i rischi del progetto industriale di Poste che prevede privatizzazione e recapito a giorni alterni. Faremo incontri con le istituzioni, con i parlamentari toscani, con le associazioni dei consumatori, con i sindacati dei pensionati. Tutti devono sapere che la privatizzazione e il recapito a giorni alterni sono frutto di scelte industriali sbagliate». Con il recapito a giorni alterni, che sarà realtà in tutta Italia entro il 2017, a Prato saranno 41 i posti di lavoro in meno. A regime, dicono i sindacati, gli esuberi in Toscana saranno un migliaio.

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