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Prato

Alfano sulla rivolta di Sesto: "Le regole valgono per tutti"

Il ministro Angelino Alfano
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Il ministro Angelino Alfano

Il ministro dell'interno ha parlato delle comunità cinesi dell'area metropolitana. "Quanto accaduto il 29 è un qualcosa di violento e di intollerabile, anche perchè è stata una reazione alle verifiche in corso ritenute vessatorie e discriminatorie"

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PRATO. "La nostra linea è sempre la stessa, la nostra è una comunità nazionale accogliente e al tempo stesso severa, perchè chi viene nel nostro Paese deve rispettarne le regole. E questo vale per tutti". Lo ha ribadito il ministro dell'Interno Angelino Alfano, rispondendo in question time alla Camera ad una interrogazione di FdI-An sulla “rivolta” della comunità cinese a Sesto Fiorentino. “Quanto accaduto il 29 giugno a Sesto Fiorentino - ha premesso Alfano - durante i controlli di routine su un'azienda cinese è un qualcosa di violento e di intollerabile, anche perchè è stata una reazione alle verifiche in corso ritenute vessatorie e discriminatorie. L'intervento delle forze dell'ordine è stato improntato ad equilibrio e ad una accorta gestione dei momenti di maggiore tensione, ed è riuscito a riportare la calma tra i manifestanti mentre l'attività svolta nei giorni successivi dalla questura e dalla prefettura di Firenze, anche in accordo con le autorità consolari cinesi, ha consentito di scongiurare che potessero essere inscenati altri episodi di protesta".

Quella del distretto manifatturiero  di Firenze, Prato e Pistoia - ha ricordato il ministro - è una realtà "oggetto di particolare attenzione da parte nostra", come dimostra anche "il piano straordinario triennale di controlli che, su impulso della Regione Toscana, ha preso il via nel 2014 a seguito dell'incendio di un capannone nel quale persero la vita 7 cittadini cinesi".

Da settembre 2014 a maggio 2016 "gli operatori Asl hanno sottoposto a verifiche 5.823 aziende, il 64% delle quali ha palesato carenze o criticità di vario tipo e gravità; anche in tema di lavoro nero appaiono importanti i dati relativi alle direzioni territoriali dei distretti di Firenze e Prato che hanno effettuato nel corso del 2015 circa 4mila accessi ispettivi, all'esito dei quali sono state inflitte numerose maxi sanzioni per lavoro nero e impiego di manodopera clandestina".

Quanto ai "profili di criminalità economica, reinvestimento e riciclaggio", ha concluso il ministro, le operazioni della Guardia di finanza tra il 2014 e quest'anno "hanno consentito di far emergere nel solo distretto di Firenze e Prato risorse in nero e imposte evase per un importo complessivo di 65 milioni di euro".

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