Il Tirreno

Prato

In fiamme l’archivio

In fiamme l’archivio

Forse un corto circuito la causa dell’incendio divampato alle 4,26

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PRATO. Un incendio è divampato all'alba di ieri in uno stabilimento delle Industrie Grafiche Giunti, in via Ghisleri a Iolo, distruggendo l'archivio storico dell'azienda. A dare l'allarme, alle 4,26, sono stati gli operai del turno di notte, che fortunatamente sono rimasti tutti illesi. Il sistema di protezione antincendio ha funzionato correttamente consentendo un rapido intervento dei Vigili del Fuoco. Nel frattempo, il personale è uscito dal capannone, da dove si è alzata una colonna di fumo visibile da lontano per tutta la mattinata.

Le fiamme sono partite dal reparto in cui si trovano i contenitori degli inchiostri, ovvero liquidi altamente infiammabili, minacciando il reparto stampa e gli stabilimenti adiacenti. Ci sono volute diverse ore di lavoro per spegnere il fuoco.

Sul posto sono state inviate tutte le squadre disponibili del comando di Prato insieme a rinforzi arrivati dai comandi di Firenze, Pistoia e Lucca. Sul posto anche le ambulanze della Croce d'Oro e della Misericordia di Iolo. Il rogo ha bruciato completamente un'area di 400 metri quadrati di superficie su un totale di mille, su cui si estende l'edificio che è stato dichiarato inagibile. Si tratta di un incendio di vaste proporzioni. Il danno maggiore l'ha subito l'archivio storico dell'azienda.

Oltre all'area esposta alle fiamme, ci sono i danni causati dal fumo che coinvolgono tutto lo stabilimento e gli impianti. Inoltre, una parte del tetto (circa 150 metri quadrati di superficie) è crollata.

«La zona in cui si è sviluppato l'incendio è quella in cui sono presenti liquidi, solventi e colori altamente infiammabili, oltre a materiali prevalentemente pseudo plastici - ha spiegato il funzionario dei Vigili del Fuoco, Enrico Mencagli - si tratta di un'area che si estende su due livelli: la parte sopraelevata è ricoperta da lamine di acciaio, roventi, dove abbiamo due uomini che operano sul soppalco solo grazie all'aiuto di una piattaforma elevatrice, da cui vengono calati. La parte a pian terreno dell'area è occupata dai contenitori di liquidi. Si è avuto anche un cedimento strutturale».

Sulle cause che hanno innescato l'incendio non è stata ancora fatta chiarezza. Polizia e carabinieri stanno indagando a tutto campo e non escludono nessuna pista, anche se l'ipotesi più probabile è che l'incendio sia partito per cause incidentali, forse scatenato da un cortocircuito. La presenza degli operai a lavoro al momento dell'incendio porta a escludere l'ipotesi del dolo. Lo stabilimento della Giunti a Iolo dà lavoro a decine di persone; nel capannone di via Ghisleri è presente un ciclo completo di lavorazione: dalla stampa piana alla legatoria, dalla fotolito alla legatoria artigianale per lavorazioni di alta qualità.

Un'attività che comprende per il 50% la realizzazione di tutti i volumi del Gruppo Giunti e per il restante 50% la produzione per aziende non editoriali. «Il primo pensiero di fronte al rogo di uno dei più importanti stabilimenti produttivi della nostra città va ai lavoratori del turno di notte che sono riusciti a mettersi in salvo. A loro e a tutti i dipendenti della Giunti esprimo la nostra vicinanza e soprattutto l'augurio che l'azienda possa riprendere al più presto l'attività, senza conseguenze sul loro lavoro. Così Ilaria Bugetti, consigliere regionale Pd e vicepresidente della commissione attività produttive, e Nicola Ciolini, consigliere regionale Pd.

Barbara Burzi

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