Il Tirreno

Prato

Rivolta cinese, Rossi invoca ancora più controlli. Scoperte ronde armate orientali antimagrebini

I controlli della Polizia nel Macrolotto pratese (foto Batavia)
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I controlli della Polizia nel Macrolotto pratese (foto Batavia)

Dopo l'esplosione di violenze all'Osmannoro, il presidente Rossi si scaglia contro le aziende che evadono le tasse. Intanto a Prato spunta un'organizzazione paramilitare per difendere i connazionali

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PRATO. Sono tornati al lavoro nel capannone dove è scoppiata la scintilla della rivolta i cinesi del pronto moda che si affaccia su piazza Marconi, all'Osmannoro, nel Comune di Sesto Fiorentino. Con i giornalisti che li avvicinano non parlano: tutti dicono di non capire l'italiano. L'attività è ferma invece nell'azienda controllata dagli ispettori dell'Asl, accompagnati dalle forze dell'ordine due giorni fa. Proprio al termine di quel controllo ci fu uno scontro durissimo tra i cinesi e gli ispettori dell'Asl e i carabinieri e si radunò la folla di orientali in piazza Marconi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13752152:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/07/01/news/i-cinesi-investono-di-piu-in-italia-e-portano-meno-soldi-in-patria-1.13752152]]Un fatto che resta al centro della politica regionale. A partire dalle dichiarazioni del presidente della Regione, Enrico Rossi, che nel corso di una conferenza stampa ha detto: "Non mettiamo all'indice l'intera comunità cinese. Ci sono infatti imprenditori cinesi che pagano tasse e fanno lavorare in maniera regolare i lavoratori. Ma stimiamo che tra le aziende cinesi si continuino a evadere un miliardo di eruo all'anno che dall'area pratese partono per la Cina attraverso i money tranfer. Mi rivolgerò alla Guardia di finanza perché - ha ribadito - non è possibile continuare con questo livello di evasione fiscale".

"Se ci sono eccessi nei controlli, c'è il modo giusto per rispondere - ha aggiunto - ovvero un esposto. Se qualcuno non lo sa che esiste tale possibilit bisogna fare educazione perch non ci si fa giustizia da soli". "La reazione di una rivolta è ingiustificata e con quelle dimensioni - ha ribadito - mi fa supporre che fosse preparata. Sono supposizioni davanti a una reazione così forte e ampia che, a partire da un caso, ha costruito scontri, violenze e sassaiole fino a tarda notte".

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Intanto, a incendiare ulteriormente il clima, sono arrivate nove denunce dopo una perquisizione in un'azienda del Macrolotto cinese, a Prato in via Gora del Pero 25, in cinque abitazioni e nella sede del Cervo Bianco nella Chinatown. Sono stati recuperati bastoni e spranghe di ferro "allegerite" grazie a un po' di nastro adesivo, che venivano usate nei raid contro persone di colore, in paricolare magrebini e nomadi. Le etnie che, secondo il "braccio armato" dell'organizzazione cinese - nata in seno all'associazione e smantellata da magistratura e Squadra Mobile - agiva in modo indiscriminato per "punire" chi rapinava connazionali cinesi.

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