Il Tirreno

Prato

I ricercatori del Pin fanno gola alle aziende

di Azelio Biagioni
I ricercatori del Pin fanno gola alle aziende

Prato, presentata la campagna che raccoglie i casi di successo delle collaborazione. Spicca la multinazionale giapponese Yanmar interessata ai turbocompressori

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PRATO. Si chiama "Pin ricerca, tu innovi" la campagna che raccoglie i casi di successo e di collaborazione tra i laboratori del Pin e le realtà produttive a livello locale, nazionale ed internazionale. Una campagna, quindi, che vuole far conoscere cosa vuol dire fare ricerca e i brillanti risultati ottenuti. E' toccato a Enrico Banchelli, direttore del Polo universitario, presentare alcune testimonianze delle tante che fanno del Pin un vero fiore all'occhiello nell'ambito della ricerca.

Come il fatto che il Pin sia stato scelto dalla multinazionale giapponese Yanmar per il suo centro di ricerca a Firenze, aperto pochi anni fa e unico a livello europeo e che si avvale dei ricercatori del polo universitario pratese per il settore dei turbocompressori. E per far capire come i laboratori interagiscono con le aziende sono state individuate dieci realtà che raccontano il meccanismo virtuoso fra loro e l'università attraverso manifesti e video che possono essere visti sul sito www.poloprato.unifi.it. L'iniziativa vede anche la collaborazione del centro commerciale Parco Prato che dalla settimana prossima esporrà i manifesti. Fra i nomi che compaiono in "Pin ricerca, tu innovi" ci sono "Arredamenti Caneschi", "Gastronomia Toscana", "Eli Lilly Italia", "Asm", "Comesa", "Tecnosistemi", "3DExcite", "Italray", "Nuova IT" e "Yanmar".

«Una campagna che nasce dall'esigenza di raccontare quanto facciamo al Pin - spiega Enrico Banchelli - L'università, infatti, non è solo insegnamento e docenza ma tanto lavoro di ricerca che permette ai ricercatori di concentrarsi sui propri temi. Attualmente sono 33 i laboratori di ricerca, questo vuol dire 33 gruppi di ricercatori per altrettante diverse discipline che nel 2015 hanno portato ricavi pari a 3,4 milioni di euro i cui proventi vengono reinvestiti dal Pin in quanto società senza fini di lucro. Ogni anno i laboratori portano a termine un centinaio di progetti».

Ma come funziona la collaborazione fra Pin, aziende (o enti)? «Ci arrivano commesse dirette - racconta Banchelli - oppure siamo noi come università che ci proponiamo o cerchiamo bandi, li intercettiamo e li presentiamo alle imprese per far loro cogliere delle opportunità o risolvere dei problemi. Si va dai progetti piccoli, da 1500 euro, a quelli davvero grossi da 12 milioni di euro (si tratta di Horizon 2020 un progetto pluriennale a livello europeo, ndr)». I 33 laboratori di ricerca del Pin sono sviluppati in 7 settori e le fonti di finanziamento arrivano per il 46% da commesse di aziende private, per il 30% da progetti europei e per il 24% da progetti con enti pubblici. Le commesse sono per il 45% dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, il 25% dal resto della Toscana e il 30% da fuori regione.

 

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