Il dolore
Dieta vegana a scuola? Il Comune dice di no
L’assessore Ciambellotti: «Ci atteniamo alle indicazioni della Regione» Il M5S si è lamentato per la discriminazione, intervento della Società Vegetariana
PRATO. A far discutere è la dieta vegana. E' giusto che l'amministrazione comunale non preveda nelle mense scolastiche un menù specifico per coloro che seguono un'alimentazione esclusivamente vegetale? Con un'interrogazione presentata dal consigliere Gabriele Capasso il Movimento 5 Stelle chiede come sia possibile che «nel 2016 l'amministrazione comunale possa ancora creare discriminazione verso i bambini che usufruiscono del servizio di mensa scolastica non fornendo un pasto equilibrato a chi richiede un menù vegano». La risposta del Comune non ha tardato ad arrivare.
«Rispetto ai circa 10.000 utenti che usufruiscono del servizio refezione scolastica - si legge in una nota - le richieste di dieta vegana finora presentate sono soltanto due. Non è stato possibile a oggi soddisfare tali richieste per più motivi. Innanzitutto l'attuale Capitolato d'appalto non permette di fornire alimenti tipo soia o seitan e simili, necessari a un regime dietetico che esclude tutte le proteine di origine animale. Solo in un caso, dietro presentazione di certificato medico che attesta allergia agli alimenti di origine animale, è stata accolta la richiesta della pediatra che consisteva nella somministrazione di secondi piatti a base di legumi tutti i giorni». L'amministrazione comunale prosegue facendo notare che «il Ministero della Salute, pur riconoscendo gli effetti benefici della dieta vegetariana e vegana, pone l'attenzione sul rischio di carenze nutrizionali" ribadendo come "il rischio di malattie correlate alla dieta in genere, si riduca soprattutto con un'alimentazione bilanciata ed equilibrata, senza esclusione di alcun tipo di cib». Dunque, sul perché nelle mense scolastiche pratesi non ci sia la possibilità di aver piatti vegani l'amministrazione risponde: «Il menù proposto dal Comune di Prato è in linea con "Larn" (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia), linee di indirizzo della Regione Toscana e si attiene al modello di dieta mediterranea. La refezione in ogni caso fornisce dieta vegetariana (con uova e latte) ai genitori che ne facciano richiesta, senza presentazione di certificato medico a partire dalla scuola dell'infanzia. Il Dipartimento della Prevenzione-Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell'azienda Usl 4 ha confermato la correttezza delle scelte del Comune». In seguito alle dichiarazioni dell'amministrazione, il presidente della Società Vegetariana Francesco Castorina è intervenuto sostenendo che le linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica approvate da Governo, Regioni e Province nell'ultima conferenza unificata prevedono che «vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori». «Per il momento ci atteniamo alle indicazioni della Regione - chiarisce l'assessore alla Pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti - quando riceveremo disposizioni diverse, non avremo problemi a conciliare le scelte dei genitori con le nuove linee di indirizzo purché sia garantita a salute dei bambini. Nel frattempo la dieta di riferimento resterà quella mediterranea». Per l'inserimento di piatti vegani in menù occorrerà comunque attendere il nuovo bando di gara per l'affidamento del servizio. L'appalto scade il prossimo 31 dicembre.
Barbara Burzi
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