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Bpvi condannata a pagare 58.000 euro a un'azienda pratese
Prato, la follatura aveva fatto causa per una serie di costi, applicati sui cinque conti dell'azienda, ma non dovuti. Il rimborso non è mai arrivato e i legali dell'impresa pensano a un'istanza di sequestro
PRATO. La Banca Popolare di Vicenza è stata condannata in sede civile dal giudice Raffaella Brogi a pagare a un’azienda tessile di Prato, una follatura, oltre 58mila euro più le spese legali. L'azienda, seguita dall'avvocato Lucio Russo di Benevento, aveva aperto a partire dal 2003 e fino al 2010 cinque conti correnti su cui negli anni aveva pagato interessi elevati, commissioni di massimo scoperto non dovute, valute sfavorevoli.
In sede civile, a seguito di una perizia del ctu Stefano Papi, è emerso che pur non essendo in presenza di interessi usurari, la ex Cassa di risparmio di Prato aveva applicato una serie di costi non dovuti e non previsti da contratti sottoscritti e per questo, dopo sei anni dalla chiusura dei conti è stata condannata al rimborso.
Rimborso che per il momento non è arrivato tanto che l'avvocato Russo è intenzionato a presentare un'istanza di sequestro nei confronti della Popolare. (i.r.)
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