Il Tirreno

Prato

La cura dimagrante del Comune sugli affitti

Paolo Nencioni
La cura dimagrante del Comune sugli affitti

Risparmio di 150.000 euro grazie al Ced e alla riorganizzazione dell’Urbanistica. Al Caffè delle Logge un prezzo di favore: «Privilegiata la qualità dell’offerta»

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PRATO. Il Comune di Prato continua a incassare meno dagli affitti dei propri immobili di quanto spende per gli affitti degli immobili altrui. Stando all'elenco pubblicato ai sensi degli obblighi sulla trasparenza, il Comune nel 2016 spenderà 569.268 euro a fronte di incassi per 383.588 euro. Le due cifre di per sé non sono un indicatore di scarsa oculatezza nella gestione degli immobili ma dipendono anche dal loro numero e dall'estensione in metri quadri.

Tra gli esborsi più cospicui per gli affitti passivi figurano i 146.400 euro che il Comune paga all'Immobiliare Cipriani Duccio per l'archivio generale in via Pomeria (oltre duemila metri quadri); e i 130.242 euro per l'immobile di viale Vittorio Veneto 9 che ospita gli uffici degli assessorati all'Urbanistica e allo Sviluppo economico (in questo caso i beneficiari sono Electraline Re & Services, Nicoletta Kellner Ongaro, Giovanna Pecci e la Alberto Pecci costruzioni edili). Questi due immobili rappresentano da soli la metà di quanto spende il Comune. Tra gli altri beneficiari ci sono l'Associazione 6 Settembre per i locali del Museo della Deportazione di via Cantagallo (49.100 euro) e per la scuola materna di via Cantagallo (35.464), Sem Niccolai, l'Associazione civile Borgonuovo, La Cartaia di Affortunati, Maria Menici, Ester Ciabatti, Daniela Sirigu, Patrizia e Manuela Mazzantini, l'Epp, l'Istituto Figlie di San Francesco, la Textonnia Sas, la cooperativa La Macine, il Circolo Grassi, Carla Bertini, l'immobiliare Totti.

Sul fronte delle locazioni attive, cioè degli immobili che il Comune dà in affitto, l'incasso più importante arriva dalla Prefettura per le sedi di via dell'Accademia e via Cairoli, 175.297 euro che rappresentano la metà del totale. L'edicola di piazza del Comune frutta 4.584 euro, il bar di piazza del Comune 11.242, quello di piazza Macelli 12.732, l'Ostello della gioventù di Galceti 18.000, l'asilo nido di via delle Medaglie d'Oro 22.048, infine il Caffè delle Logge appena 12.000 euro (ma di fatto è chiuso e riaprirà tra qualche mese con lo stesso canone).

Rispetto al 2015 c'è stata una cura dimagrante su entrambi i fronti, visto che l'anno scorso il Comune spendeva 719.435 euro per gli affitti e ne incassava 535.466. Alla Prefettura, per esempio, è stato fatto uno sconto di oltre 20.000 euro (pagavano 206.232).

Quanto al Caffè delle Logge, l’affitto chiesto ai nuovi gestori è a un prezzo di favore, ma in questo caso, come spiega l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis, «nel bando si è privilegiato l’offerta e la qualità del servizio più che l’incasso dall’affitto».

«Da tempo lavoriamo per ridurre gli affitti passivi - aggiunge Barberis - e con un paio di operazioni abbiamo risparmiato circa 150.000 euro». Si tratta dello spostamento del Ced dai locali di piazzetta Buonamici a quelli nuovi di via Santa Caterina e della riorganizzazione degli uffici dell’Urbanistica che ha consentito di liberare il terzo piano dell’immobile di viale Vittorio Veneto.

In prospettiva la cura dimagrante degli affitti passivi dovrebbe passare dalla ristrutturazione di Palazzo Pacchiani, in via Mazzini, dove dovrebbero finire gli uffici ora ospitati negli immobili di viale Vittorio Veneto e via Giotto. Quest’ultimo palazzo, di proprietà del Comune, potrebbe essere venduto per finanziare la ristrutturazione di Palazzo Pacchiani, con un risparmio non indifferente negli anni a venire.

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