La protesta
Chi ha fatto il pieno gratis non sarà perseguito
I carabinieri non hanno ricevuto denunce e non hanno identificato nessuno E le telecamere del distributore Eni di via Paronese sarebbero inservibili
PRATO. Con tutta probabilità la faranno franca le decine di automobilisti che venerdì pomeriggio hanno fatto il pieno di gasolio gratis approfittando di un guasto alla pompa del distributore Eni di via Paronese, al Macrolotto. Nel senso che non saranno perseguiti per i 6.500 litri di carburante che secondo una stima fatta sul posto sono spariti dalla cisterna.
Come era già iniziato a emergere venerdì pomeriggio, le telecamere del distributore potrebbero non dare alcun aiuto al gestore o ai carabinieri, perché non avrebbero ripreso immagini utili. Conferme ufficiali non ce ne sono, ma da un esame esterno fatto dal Tirreno ieri mattina sembra che tutte e tre le telecamere puntate sulle pompe siano oscurate da un manto di sostanza bianca, forse vernice.
I carabinieri riferiscono di non aver ancora ricevuto alcuna denuncia da parte del gestore della stazione di servizio, anche ieri mattina deserta, e di non aver identificato nessuno degli automobilisti trovati sul posto. La spiegazione è che al momento dell’arrivo della prima pattuglia del Nucleo radiomobile era presente anche un responsabile della stazione di servizio e la situazione si era già normalizzata, dopo la lunga coda che si era formata in precedenza per arrivare alla pompa che erogava il gasolio gratis.
Le uniche presenze al distributore, ieri mattina, erano due dipendenti della Elettromeccanica Petroli, mandati a riparare il guasto alla pompa. Hanno detto di non sapere quanti litri di carburante sono spariti e di non aver parlato col gestore.
Sul bandone degli uffici ci sono due numeri, quello di un reperibile per “fermo impianto” dalle 7,30 alle 19, che non risponde, e quello della Gestioni Innovative Italia, la società con sede in provincia di Cosenza che ha preso in gestione le stazioni di servizio dell’Eni e le affida ad altre società che poi a loro volta le affidano al gestore di fatto. Neanche questo risponde.
Eni ha chiamato questo sistema “Progetto Ghost”, e in effetti il distributore di via Paronese almeno in queste ore dà l’impressione di essere un distributore fantasma.
Il carburante stivato nelle cisterne interrate invece è vero e le decine e decine di automobilisti che venerdì pomeriggio hanno colto la palla al balzo lo sanno fin troppo bene.
La notizia è stata molto letta e molto commentata, anche sui social network. Alcuni hanno stigmatizzato l’atteggiamento degli automobilisti che non si sono fatti scrupoli, altri hanno approvato il loro comportamento, altri ancora, come immancabilmente accade, se la sono presa coi cinesi. Ma di fatto è molto probabile, come detto, che il “rifornimento proletario” di venerdì finisca in cavalleria.
Paolo Nencioni
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