Sicurezza
Sventata la truffa del finto tecnico dei radiatori
Prato, la donna ha cominciato ad urlare quando da un finto poliziotto le è stato chiesto con insistenza di mostrare il denaro che aveva in cassaforte
PRATO. Stavolta il raggiro non è riuscito grazie all'intuito della donna, una pratese di 67 anni residente nel viale Galilei che ha capito che i due uomini stavano per derubarla. Il tentato furto è avvenuto nel viale Galilei la mattina di venerdì 24. La donna ha aperto la porta di casa ad un giovane che le diceva di essere un tecnico dei termosifoni e di essere stato inviato dall'amministratore di condominio per controllare l'impianto. Una volta entrato nell'appartamento fingeva di effettuare dei controlli. In quel momento però ha suonato alla porta un'altra persona, un uomo che mostrando un tesserino di riconoscimento dichiarava di essere un poliziotto. "Mi hanno mandato per fare un sopralluogo di furto al piano superiore - ha spiegato alla donna - e già che c'ero ho pensato di fare un controllo anche da lei". Chiedeva quindi alla donna di verificare eventuali ammanchi di denaro o preziosi nella sua cassaforte. Una richiesta insistente anche di fronte al risposta della donna che affermava di non possedere alcuna cassaforte. Intuendo a questo punto le intenzioni dei due ha cominciato ad urlare chiedendo aiuto ai vicini. I due quindi si allontanavano velocemente. La donna, spaventata, chiedeva l'intervento della polizia.
A questo proposito la questura "ricorda e raccomanda sempre di non prestare mai fede a persone sospette, che riferiscono ad esempio di avere necessità immediata di denaro contante, per i motivi più disparati, ovvero effettuare accertamenti in casa soprattutto se si è soli. Occorre prestare la massima attenzione e, in caso di dubbi e sospetti, prendere tempo, avvisare immediatamente le forze di polizia (numero di emergenza 112) se persone sconosciute con pretesti di qualsiasi genere (tecnici comunali, operai del gasi, rivenditori) chiedono di entrare inc asa. In genere, ad esempio, gli enti non mandano mai proprio personale a domicilio e comunque, se lo fanno, viene adeguatamente e preventivamente pubblicizzato. In tale situazione inoltre si ricorda che tale personale deve essere munito di tesserino di riconoscimento. In caso di dubbio o di sospetti è sempre opportuno per il cittadino chiedere sempre consiglio ai propri familiari, vicini, amici o alle forze dell'ordine, cercando, ove possibile, di non trovarsi a dover agire da soli".
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