Il dolore
"Camminotte", una città a spasso - Foto
A Montemurlo c'è una "febbre" che ha contagiato centinaiata di persone: unirsi a Luca Bonini e camminare insieme a lui la sera, due volte alla settimana. Allegria, solidarietà, amicizia: valori riscoperti e veri
MONTEMURLO. Si è tinta di giallo, mercoledì scorso, la sera dei passeggiatori montemurlesi riuniti per la “Camminotte”, la camminata-evento ideata e condotta da Luca Bonini; giallo come il colore dei campi di grano che hanno fatto da sfondo a una colonna colorata di persone lunga un chilometro e mezzo: circa seicento le persone che hanno dato vita a una marcia composta attraverso i sentieri meno conosciuti del territorio, in una camminata che sta diventando un fenomeno capace di attirare sempre più gente, spesso anche da fuori provincia
. La “Camminotte” è nata un po’ per gioco e un po’ per necessità lo scorso anno su iniziativa di Luca Bonini, che nelle prime occasioni è stato accompagnato per una passeggiata serale da circa una dozzina di persone. Luca, malato oncologico, spinto dalla passione per le passeggiate ma impossibilitato a esporsi al sole a causa delle cure a cui doveva sottoporsi la scorsa estate, ha iniziato così a camminare la sera, trovando ogni volta nuovi sostenitori. Il gruppo si è presto allargato fino a diventare nel corso di stagioni un fenomeno di paese: nelle ultime due uscite, infatti, si sono trovate a camminare insieme oltre 750 persone in un movimento collettivo che ha un sapore nuovo e antico allo stesso tempo.
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D’altra parte, la ricetta vincente è tutta nelle mani stesso Bonini, condottiero dallo sguardo fiero e vivace; non sempre, infatti, è sufficiente avere a disposizione gli ingredienti giusti per esaltare il sapore delle cose, l’importante è saperli miscelare bene, saper dosare con passione e pazienza, misurare tutto nei tempi adeguati. L’ingrediente principale, in questo caso, è dato dalla gente e dalla voglia di condividere un’idea semplice, come quella di camminare. Luca Bonini ha condito il resto con note dinamiche: una maglia colorata, ogni volta diversa ma capace di rappresentare il gruppo, un percorso sempre nuovo, un fischietto per regolare l’andatura e, soprattutto, una dedizione costante e tanta fantasia, manifestata con attenzione anche attraverso i social network, che hanno contribuito a creare l’effetto tam-tam.
Eppure in questo fenomeno di condivisione che di volta in volta moltiplica le presenze, la vera rete non è quella del web, non i social network, ma quella in cui restano impigliati valori semplici: stare insieme, in un rapporto di buon vicinato, camminare per i campi, chiacchierare. Un’idea semplice, dunque, in grado di attirare l’attenzione di tutti, in modo indistinto, grandi e piccoli, amministratori e amministrati, compresi il parroco di Oste, il Sindaco insieme a cittadini di ogni età, talvolta seguiti dai loro amici a quattozampe (anche loro rigorosamente muniti dell’accessorio colorato a tema).
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Luca Bonini, nel presentare ogni volta un percorso a sorpresa e con un pit-stop sempre nuovo, ha ideato anche un modo singolare per verificare le presenze, numeri che forniscono ogni volta uno stimolo in più per i partecipanti: nel percorso viene individuato un punto con una strettoia che rende necessario il passaggio delle persone una alla volta, così da poter procedere con la conta. La fila, nonostante le centinaia di passeggiatori, diventa disciplinata, fluisce con calma, con la pazienza di chi è contento di far parte di quella cifra, dentro un numero che ogni volta diventa scommessa tra i partecipanti, dentro un gruppo festante e contento semplicemente di esserci. A metà percorso è previsto un pit-stop che coinvolge nelle varie occasioni un bar o un’associazione diversa che mette a disposizione per tutti acqua e piccoli generi di conforto.
«I bar e i ristoranti del paese – spiega Luca – ci aprono le porte e ci offrono gratuitamente acqua e frutta. Addirittura una nota marca di bibita energetica si era offerta di sponsorizzare l’iniziativa ma io ho rifiutato perché non voglio che dietro le passeggiate ci sia scopro di lucro o l’eventuale tornaconto di qualcuno». «Anzi – continua – molte volte ho investito le mie personali risorse per le magliette o gli striscioni, come per ringraziare tutti i montemurlesi che mi sono stati vicino e mi hanno accompagnato nel mio percorso, non solo di camminatore ma anche di malato. Ora che sto meglio, “rimettere in movimento” tutto il paese è il mio modo personale per dire grazie a tutti loro».
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