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Presunto pedofilo, gli inquirenti: "Genitori reticenti"
Si aggiungono altri casi ai 14 già segnalati. La Procura punta a chiudere le indagini sulle molestie alle minori nel giro di pochi giorni
PRATO. Si sono aggiunti altri casi di presunte molestie alle bambine nell’indagine che lo scorso 6 giugno ha portato all’arresto di un operaio di 42 anni, accusato di numerosi episodi di violenza sessuale per aver palpeggiato minori incontrate per strada. Ai 14 casi di cui si era avuta finora notizia se ne sono aggiunti altri, che portano il totale, secondo gli inquirenti, a «poco meno di 20». In totale i casi sarebbero 18, con altri tre in arrivo. Per questo la squadra mobile della polizia rinnova l’appello alle ragazzine e ai genitori a farsi avanti. Nella cronologia dei casi, infatti, ci sono dei buchi temporali e gli inquirenti sono convinti che gli episodi siano stati molti di più di quelli emersi finora. Anche perché si è accertato che ci sono stati anche tre casi in un solo giorno. In un'occasione due minori sarebbero state palpeggiate insieme. Poi ci sono intervallli di mesi e mesi in cui non risulta nemmeno un episodio, ma se i calcoli degli inquirenti sono giusti, sarebbe inverosimile che la mania compulsiva del presunto pedofilo si prendesse queste lunghe pause. Viene confermato che da parte di alcuni genitori c’è stata una certa reticenza a denunciare, per due motivi: alcuni hanno sottovalutato l’accaduto, altri non vogliono esporre le proprie figlie. Il sostituto procuratore Egidio Celano, titolare delle indagini, è intenzionato a chiuderle molto presto, nel giro di una decina di giorni.
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