Il Tirreno

Prato

Dentro il giardino segreto della Monash - Foto

Azelio Biagioni
Cecilia Hewlett, direttrice della Monash, nel giardino restaurato
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Cecilia Hewlett, direttrice della Monash, nel giardino restaurato

Prato, inaugurato lo spazio rimasto a verde fino al 1400, poi trasformato in orto e infine in parcheggio. Accoglierà eventi e in quelle occasioni sarà aperto al pubblico

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PRATO. E' tornato ad essere un giardino armonioso come lo era stato a partire dalla meta del 1400 fino alla seconda guerra mondiale quando venne trasformato in un orto. Poi cambiò completamente e diventò un parcheggio. Fu così che lo trovò la Monash university quando entrò nel 2001 all'interno del Palazzo Vai. L'università australiana ha pensato di riportare alla sua originaria natura quel lembo esterno del Palazzo e dopo aver chiesto e ottenuto il via libera dalla Soprintendenza ha potuto portare avanti i lavori per realizzare il giardino.

In un anno l'opera è stata realizzata. Nel centro una fontana, vialetti, sedute, alberi di magnolie, siepi di bossi e piante di limoni. E' Cecilia Hewlett, direttrice della Monash di Prato, ad illustrare il percorso che ha interessato le fasi di rinascita del giardino. «Che ovviamente sarà fruibile da tutti quelli che si trovano all'interno del palazzo - spiega la dottoressa Hewlett - Ma l'idea è anche quella di poter fare iniziative aperte alla città. Ogni anno gli studenti di architettura e disegno danno vita a fine corso a un mostra che adesso potrebbe essere installata all'interno del giardino, oppure qualche concerto dei nostri allievi. Inoltre, ogni settimana si tengono gli scambi culturali italiano-inglese, anche quelli potrebbero svolgersi all'interno di questo spazio».

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I lavori sono stati finanziati dalla Monash: «La proprietà dell'immobile - aggiunge Hewlwtt - ha provveduto a sistemare le mura esterne del giardino. C'è stata pure una donazione di 50mila euro da parte della stilista italo-australiana Carla Zampatti». Il progetto di restauro è dell'architetto Paul Bangay, il più rinomato paesaggista australiano contemporaneo che ha gratuitamente fornito la sua professionalità.

Manca un altro passaggio affinché questa nuova perla sia del tutto sistemata: «Si tratta dell'apertura del portone che si affaccia su via Verdi - spiega la direttrice della Monash - Entro qualche mese toglieremo la ringhiera interna in prossimità dell'accesso e realizzeremo le scale. Dopodiché si potrà accedere al Palazzo Vai anche da via Verdi attraverso il giardino».

L'inaugurazione in grande stile c'è stata venerdì 24 giugno con alcuni orchestrali della Camerata che hanno allietato i presenti. I saluti iniziali li ha portati la professoressa Margaret Gardener presidente della Monash university, quindi Cecilia Hewlett e poi Greg French ambasciatore australiano in Italia, San Marino, Libia e Albania. E' stata, quindi, la volta del sindaco di Prato Matteo Biffoni, della donatrice Carla Zampatti e dell'architetto Paul Bangay.

 

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