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Prato

Preoccupa la demolizione del vecchio ospedale

Preoccupa la demolizione del vecchio ospedale

Confronto pubblico sul futuro del parco urbano promosso dal Consorzio S. Trinita Perplessità sulla collocazione dell’osservatorio del cantiere in Sant’Orsola

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PRATO. C'è un piccolo polmone verde incastonato nella cinta muraria a ridosso dell'ex "Misericordia e Dolce" che vuole continuare a respirare e a vivere d'estate. E questo anche quando le ruspe inizieranno a buttare giù il vecchio edificio e sarà in piedi il cantiere del parco urbano di tre ettari nel cuore della città. Lunga vita ai giardini di Sant'Orsola, restituiti al loro splendore grazie all'operosità del consorzio "Santa Trinita": lo chiedono, in sostanza, i cittadini intervenuti al dibattito organizzato martedì sera, dal titolo "Area ex ospedale, fra demolizione e riqualificazione, alla ricerca della Prato del futuro". La demolizione, quella per cui scatterà il semaforo verde a partire da gennaio 2017 e che durerà 18 mesi, è inevitabilmente lo spauracchio più temuto per chi abita e lavora in zona mentre fa discutere per l'impatto nell'area circostante "Prama", il progetto di recupero della palazzina Avis su cui la Fondazione Ami vorrebbe realizzare un centro ludico-motorio per ragazzi con disabilità. Il fattore tempo sarà cruciale mentre sono al lavoro i dieci finalisti del concorso per il progetto per il parco centrale: dopo l'estate verrà affidato al vincitore l'incarico per la stesura del progetto. È' stato l'architetto Roberto Zancan, nome di prestigio e membro della giuria, a prospettare i possibili scenari. «Abbiamo il problema di dover mettere in sincronia le due fasi dell'operazione gestite da soggetti diversi (Asl e Comune, ndr), la demolizione del vecchio edificio e la ricostruzione nel modo più sostenibile possibile attraverso il riuso di materiali vecchi». La tabella di marcia è già delineata anche se l'Asl non ha ancora indetto la gara d'appalto per il primo step dell'abbattimento. Cosa succederà una volta iniziati i lavori al fazzoletto verde alle spalle di via Santa Trinita, quello che diventerà parte integrante del futuro parco? A Sant'Orsola dovrebbe sorgere un padiglione per osservare lo stato di avanzamento dei lavori. «Fermo restando che non avverrà una demolizione come quella che ha fatto cadere giù il vecchio complesso di Pratilia - rassicura l'assessore all'urbanistica Valerio Barberis - l'impatto maggiore riguarderà semmai il flusso in entrata e in uscita dei camion per il trasporto del materiale. Il padiglione dell'osservatorio altro non sarà che una tettoia realizzata con materiale derivante dallo smontaggio dei pezzi del vecchio ospedale».

Un osservatorio che potrebbe entrare in funzione l'estate prossima e che, nella visione dell'amministrazione, dovrebbe portare un maggiore flusso di fruitori dei giardini. Non basta per Francesco Querci, il presidente del consorzio "Santa Trinita" che dà voce alle istanze del quartiere.

«Sant'Orsola ha una storia, un nome. Bisognerebbe trovare il modo di salvaguardare l'identità di questo pezzo di centro storico durante i lavori di demolizione per non privare i cittadini di un loro spazio. La scommessa è mantenerlo e farlo crescere insieme al parco che sarà». Fa storcere la bocca intanto ai residenti la destinazione della palazzina dell'Avis al momento semivuota su cui la Fondazione Ami sogna di realizzare una sorta di "Dynamo Camp" in versione pratese per 800 bambini con disabilità varie (ma serve raccogliere 1 milione di euro di fondi). «In questa zona - lamenta Enrico Mencattini, medico residente in piazza del Collegio - non ci sono parcheggi e le strade sono molto piccole: abbiamo già la pressione dell'hospice, delle scuole Cicognini e Guasti. Come si può aggiungere altro movimento?»

Maria Lardara

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