Il Tirreno

Prato

L’emergenza profughi ha creato 50 posti di lavoro

Operatori e mediatori ricercati dalle cooperative che si occupano dell’accoglienza Difficoltà nel trovare alloggi temporanei per ospitare i nuovi arrivi

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Profughi, il sistema di accoglienza straordinaria di Prato tiene. Ma la vera emergenza è l'"incertezza" degli arrivi nei prossimi anni. Lo ha detto l'assessore alle politiche di cittadinanza del Comune Simone Faggi intervenuto martedì in Commissione 5 presieduta da Gabriele Alberti (Pd) che ha convocato tutti i soggetti che in città si occupano dei profughi per fare il punto della situazione e confrontarsi sulle eventuali criticità. Secondo Coop 22 (che fa riferimento all'Opera Santa Rita), Pane & Rose e Astir - che in Associazione Temporanea di Impresa si sono aggiudicati il bando della Prefettura per la gestione dei Cas (i centri di accoglienza straordinari) del territorio pratese, ad oggi una difficoltà è nelle poche aziende disponibili a dare opportunità di lavoro (temporaneo) ai profughi: «ci sono state alcune aziende anche cinesi, anche degli italiani ma poche - ha spiegato Nicoletta Ulivi dell'Opera Santa Rita - attualmente non sono aperti nemmeno percorsi formativi per il rilascio di attestati». Ma il momento non è facile per nessuno. Dall'altra parte sono 50 le persone assunte dalle stesse cooperative per gestire l'accoglienza di profughi: «giovani laureati, il 50 % sono donne - hanno spiegato i gestori - operatori che svolgono diverse attività, accoglienza, mediatori, e siamo sempre alla ricerca di personale». E sull'impegno dei profughi in attesa di completare il percorso per ottenere l'asilo politico la consigliera del Movimento 5 stelle Silvia La Vita è tornata a chiedere, anche con una mozione, di «creare le condizioni affinché tutti i richiedenti asilo presenti sul territorio che diano la propria disponibilità, siano coinvolti in attività di volontariato» ad oggi 20 quelli coinvolti su 300. In commissione la risposta è arrivata da Valentina Sardi del Servizio Immigrazione del Comune, che ha annunciato per metà luglio la ripresa dì queste attività di volontariato spiegando che «il Comune era in attesa del rimborso della quota associativa da parte della Regione». Così come non è facile trovare nuovi alloggi disponibili: «La legge permette reperire alloggi da privati o società immobiliari e di sottoscrivere contratti temporanei nei casi di attività di emergenza, fino a un massimo di 18 mesi ma non è semplice trovarli» - hanno risposto così da Pane & Rose alla vice presidente della commissione, Roberta Lombardi (Pd) che chiedeva il motivo per il quale a Montemurlo ci fossero meno profughi rispetto ad altri Comuni. Al 21 giugno - dai dati elaborati dall'Ati - nel territorio pratese per 517 posti disponibili per l'accoglienza straordinaria, 500 quelli occupati, di cui 358 sono a Prato, 53 a Vaiano, 34 a Carmignano, 30 a Poggio a Caiano, 20 a Montemurlo, 14 a Vernio e 8 a Cantagallo.

Camilla Bernacchioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa