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Prato

Antimafia, boss catturato nel bunker

PRATO. Associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, rapina, ricettazione, furto aggravato, violazioni in materia di armi, detenzione di armi clandestine e traffico di stupefacenti. Sono i reati...

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Associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, rapina, ricettazione, furto aggravato, violazioni in materia di armi, detenzione di armi clandestine e traffico di stupefacenti. Sono i reati contestati a vario titolo a 41 presunti affiliati del clan Misceo-Telegrafo, destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare (35 in carcere e 6 ai domiciliari) eseguite in diverse città italiane tra le quali Prato dove un detenuto pugliese nel carcere della Dogaia ha ricevuto il provvedimento restrittivo (ed è l’unico legame della città con l’inchiesta).

Nell'ambito dell'operazione denominata "Ampio Spettro", condotta dal Nucleo di Polizia tributaria di Bari della Guardia di finanza e dal Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) della Guardia di Finanza coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, sono stati sequestrati a titolo preventivo beni mobili e immobili e disponibilità finanziarie per 3 milioni di euro.

Compivano pestaggi e sparatorie in pieno giorno con armi da guerra e a volto scoperto, sicuri che nessuno avrebbe denunciato. La forza di intimidazione del clan Misceo-Telegrafo di Bari è stata documentata con intercettazioni e pedinamenti dalle indagini della GdF. Uno degli arrestati, il referente del clan a Noicattaro (Bari), Umberto Fraddosio, detto 'Piccolino', è stato catturato nascosto sotto una botola ricavata all'interno del suo appartamento, nascosta da una pianta e dalla ciotola di un cane.

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