Il Tirreno

Prato

Attraversò la Declassata a piedi provocando un incidente mortale: condannata

Cristina Orsini
Il punto in cui avvenne l'incidente sulla Declassata
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Il punto in cui avvenne l'incidente sulla Declassata

Prato, due anni per omicidio colposo a una studentessa cinese di 19 anni. Il giudice ha sospeso la pena condizionandola al pagamento di una provvisionale di 60.000 euro da saldare in 24 mesi. Roberto Signore per evitarla finì nel fosso con la moto

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PRATO. La ragazza cinese, all’epoca diciottenne, che il 20 maggio 2015 attraversò la Declassata, con una mossa decisamente avventata, all’altezza del Polo Scolastico di via Reggiana (anche perché la passerella pedonale era stata chiusa il giorno prima per un atto vandalico), provocando un incidente e la morte di Roberto Signore, 47 anni, di Pistoia che per evitare la ragazza finì con la moto, una Ducati, in un fosso a lato della carreggiata, è stata condannata a due anni di reclusione, con il rito abbreviato, dal giudice Francesco Pallini.

Articolato il dispositivo: la ragazza, accusata di omicidio colposo, assistita dall’avvocato Paolo Cappelli, ha ottenuto la sospensione della pena condizionata però al pagamento di una provvisionale di 60.000 euro alle tre parti civili (la moglie, la figlia e la sorella della vittima, le prime due presenti in aula, tutte assistite dall’avvocato Federico Febbo), da saldare nell’arco di due anni. Se la provvisionale non dovesse essere pagata la ragazza, non andrà in carcere, ma sarà comunque sottoposta alle misure alternative. Il pubblico ministero Lorenzo Gestri aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi.

Nell’udienza del 17 febbraio scorso fu lo stesso giudice Pallini a rifiutare il patteggiamento a un anno con sospensione condizionale della pena chiesto da difensore perché la linea della procura è netta su questi casi: la concessione del patteggiamento avviene se e quando ci sia stato risarcimento del danno che invece è mancato. La ragazza, studentessa a Prato e affidata a uno zio, con i genitori rimasti in Cina, non avrebbe il denaro sufficiente per proporre un risarcimento. Inoltre, trattandosi di un incidente causato da un pedone, manca un’assicurazione da citare.

Per le stesse ragioni resta un'incognita il saldo della provvisionale anche se la ragazza non ha potuto godere del gratuito patrocinio a causa del rifiuto dei parenti di mostrare la denuncia dei redditi.

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L’incidente avvenne alle 7,55 del 20 maggio dell’anno scorso nel tratto tra la rotonda di Capezzana e la passerella di via Rimini (appunto chiusa, quel giorno, perché incendiata quello precedente). La ragazza per recarsi al Polo scolastico scavalcò il guarda rail, venne evitata da alcune auto ma proprio mentre si trovava sulla riga di mezzeria della carreggiata, fu investita dalla Ducati condotta da Signore che proveniva dalla rotonda di Capezzana e marciava in direzione Firenze.

Nonostante il motociclista marciasse a velocità ridotta, l’impatto fu fatale: nel tentativo di evitare la studentessa (per altro investita ma con conseguenza lievi) urtò con la moto il guard rail per poi finire nel fosso sulla destra della carreggiata. Signore venne trasportato nel reparto di neurochirurgia di Careggi con l’elisoccorso ma morì in ospedale, per le lesioni riportate, dopo due settimane.

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