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Perquisizione della guardia di finanza nella sede centrale di Vicenza, acquisiti documenti sull'esposizione di Alfio Marchini e dei gruppi Fusillo e Degennaro
VICENZA. Una perquisizione è stata eseguita dalla guardia di finanza nella mattinata di oggi, 21 giugno, nella sede centrale della Banca Popolare di Vicenza, a Vicenza. I finanzieri hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica vicentina, che ha in corso un'inchiesta sulla gestione dell'istituto di credito. Piena e serena collaborazione con gli inquirenti": è quanto fa sapere la Banca Popolare di Vicenza a proposito della perquisizione.
Il filone principale dell'inchiesta - oggetto anche della perquisizione della guardia di finanza - si riferisce al periodo 2012-2014 e riguarda l'acquisto di azioni della banca tramite finanziamenti, per 975 milioni di euro, erogati agli azionisti dallo stesso istituto di credito, in misura tale da costituire violazione delle norme del diritto bancario. La banca avrebbe finanziato - secondo l'ipotesi investigativa - una parte consistente del suo stesso capitale azionario, superando i limiti consentiti.
"Cercavamo documenti che non erano ancora stati acquisiti, per un confronto con quelli già oggetto della prima perquisizione, e che oggi abbiamo trovato", ha detto all'Ansa il procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri.
Si tratta in particolare, si è appreso, della documentazione cartacea e informatica riguardante i finanziamenti concessi dagli ex vertici della Vicentina nel periodo 2012-2014, e tra essi i fidi più ingenti concessi, ad esempio, al gruppo che fa capo all'imprenditore romano Alfio Marchini (che era tra i candidati a sindaco di Roma), e ai gruppi Fusillo e Degennaro. Non vi sono però, ha chiarito il magistrato, nuovi indagati. Si tratta infatti di un'attività conseguente all'inchiesta avviata dalla Procura nel settembre scorso, per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, che vede indagati l'ex presidente Gianni Zonin e gli altri cinque ex manager.
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