Il Tirreno

Prato

Pioggia di critiche alla pubblicità al gioco d'azzardo

La pubblicità sulle slot
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La pubblicità sulle slot

Lettera aperta di Luca Soldi, esponente di Libera: "A Prato tra 900 e 3mila le persone affette da ludopatia. Con 40 sale giochi e 238 esercizi pubblici che ospitano macchinette per il gioco è seconda in Italia"

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PRATO. Una pubblicità diversa dalle altre che attira l'attenzione e che fa discutere. E' quella che noleggiatori di videopoker, slot machine ed alcuni esercenti hanno deciso negli ultimi giorni di diffondere in città. Una pubblicità che vuole promuovere il "gioco come fonte di lavoro". "Dipendenti del gioco. Creiamo lavoro anche dal gioco". Tanti volti sorridenti ma uno slogan che ha creato molta irritazione. Si sono già espressi con giudizi negativi sulla stampa locale e sui social Libera ed Emmaus. Oggi registriamo la presa di posizione di Luca Soldi, esponente del coordinamento Libera della provincia di Prato . 

"lo spunto offerto dalle denunce che arrivano da più parti della città, dai media, da Libera, da Emmaus deve imporre numerose riflessioni alla politica pratese. 

La decisione dalla Cap, le autolinee di Prato che ha scelto di diffondere, sui mezzi pubblici ed alle fermate, in città, una campagna pubblicitaria che "gioca" sul facile connubio sale slot, Vlt e nuove opportunità di lavoro, impone una prima riflessione sulla deriva di valori e prospettive che ha ormai imboccato la nostra realtà.

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Niente scandalo, per carità, la questione non è certo una peculiarità pratese, ma i numeri, il giro d'affari, le problematiche sulla salute dei cittadini, il mondo poco trasparente che gira attorno, impongono una nuova attenzione.

In Toscana, secondo un recente studio, pare che venga bruciato uno stipendio al minuto. Ogni 60 secondi 1250 euro vengono persi davanti alle macchinette. Una cifra allarmante, in una tra le regioni più agguerrite nella battaglia al gioco d'azzardo.

 Ad oggi leggi, regolamenti e presa di coscienza hanno contribuito ad abbattere sensibilmente il numero di locali con all'interno questi apparecchi, ma non il volume di soldi giocati. "Colpa" soprattutto di una serie di città che restano al top nazionale  come concentrazione di slot e videolottery. Analizzando i dati diffusi sul numero di locali autorizzati ad avere newslot e vlt nel 2015, la provincia di Massa Carrara si conferma una piccola Las Vegas, così come la Valdinievole, con un triangolo del gioco (Montecatini, Chiesina Uzzanese e Monsummano) micidiale. E poi c'è la nostra provincia di Prato che primeggia nella presenza di veri e propri casinò.

La Toscana sta facendo molto per contrastare il fenomeno e la legge regionale, che definisce le distanze dei locali con slot dai luoghi sensibili e premia con una Irap ridotta gli esercizi che ne fanno a meno, ha sicuramente influito in molte sensibilità ma pare ancora un pannicello caldo offerto ad un malato di tumore.

E nella nostra città, a Prato, appunto sarebbero tra 900 e 3mila le persone affette da ludopatia, malate, cioè, di gioco d'azzardo. Prato con 40 sale giochi e 238 esercizi pubblici che ospitano macchinette per il gioco è seconda in Italia e si sa che più sono le occasioni per scommettere più sono gli scommettitori. Una vera città dei "balocchi" dove anche i nostri circoli hanno difficoltà nel dover fare a meno del "contributo" delle macchinette mangiasoldi.

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Così ci appare ancora più grave il tentativo di sdoganare il gioco d'azzardo che diventa subdolo ed avvolge le più persone fragili.Avvinghiandole fino a stritolarle.E le vittime sono giovani, disoccupati, pensionati tutti illusi dall'idea di una vincita con la quale risolvere i problemi.Per questo pare grave a tutti la campagna pubblicitaria lanciata dall'azienda di trasporti locale. Ed altrettanto giusta la denuncia, lo sdegno di don Marco Natali, di Libera, di Emmaus. Per quel "sussulto di dignitoso orgoglio in difesa della vera libertà e dignità delle persone".

Una rabbia che deriva anche dai costi sociali altissimi che per tentare di correggere questa contraddizione non compensano assolutamente i danni di questa vera e propria "droga" di stato.

Solo a Prato le persone in cura dal Sert, per combattere la dipendenza da gioco,  sarebbero un centinaio, mentre non si contano le vittime degli usurai che hanno presto imparato gli indirizzi dei luoghi a rischio.

Alla politica il compito di agire, per arginare, per "rammendare" anche questo tema che non è affatto secondario".

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