Sicurezza
Il pasticcio della gara rifiuti, Asm & soci presentano il ricorso al Tar
Prato, il "cuore" del dossier presentato al Tribunale amministrativo riguarda la risposta dell’Erario alla richiesta di autotutela di Cis. Sulla sospensiva si deciderà il 23 luglio
PRATO. Come promesso Asm & soci hanno presentato, il 15 giugno scorso, il ricorso al Tar contro la decisione di estromettere la Rti dalla gara dei rifuti, una partita da 5 miliardi e 400 milioni in 20 anni per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nell’area metropolitana.
Raggruppamento di aziende della Toscana centrale (Asm, Quadrifoglio, Publiambiente e Cis), “buttato fuori” all’ultimo atto: quando l’assegnazione provvisoria era già arrivata (4 dicembre) e al termine della verifica dei requisiti, per un errore grave: false dichiarazioni in merito a una pendenza tributaria di 120.000 di Cis (società che gestisce il termovalorizzatore di Montale) relativa al 2009 con l’Agenzia delle entrate.
Sul ricorso con richiesta di sospensiva il tribunale amministrativo ha già fatto sapere che si esprimerà il 23 luglio nell’ultima udienza prima della pausa feriale. Dunque tra un mese e mezzo. Per il merito bisognerà invece attendere l’autunno (tra ottobre e novembre) quanto i giudici del Tar non solo prenderanno in considerazione la documentazione presentata dalla Rti della Toscana Centrale ma anche il dossier del raggruppamento della Toscana sud (Cooplat e Siena Ambiente), già estromesso da una gara rimasta senza vincitori nè vinti, fin dalle prime battute per un vizio procedurale.
Che speranze hanno le società di Prato, Firenze, Pistoia, Montale e Empoli di uscire vincitrici da un pasticcio tanto brutto quanto complesso? «Siamo in una fase delicatissima - afferma il presidente di Asm Gianluca Tapparini - e dunque preferisco non dire nulla». Eppure i responsabili delle società, Cis in primis, un ancóra di salvezza - che i giudici ovviamente dovranno vagliare - l’avrebbero trovata.
E riguarda l’ultima delle richieste di autotutela presentate da Cis alcune settimane fa all’Agenzia delle Entrate con il contestuale saldo dei 120.000 euro e la richiesta di cancellazione e restituzione perché non dovuti. Un passaggio emerso nella commissione consiliare congiunta (Territorio e ambiente e vigilanza) del 25 maggio scorso, al termine della quale un interrogativo era rimasto aperto: l’erario aveva risposto e in quali termini alla richiesta di cancellazione Cis?
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Ecco, il ricorso presentato da Rti ruoterebbe proprio attorno alla decisioni dell’Agenzia delle entrate che effettivamente una riposta all’aziende che gestisce l’impianto di Montale l’avrebbe data. Ed è plausibile pensare che se fosse stata negativa non sarebbe stata utilizzata dai legali Rti nel dossier per il Tribunale amministrativo.
Tra l’altro esiste un precedente: Cis aveva vinto, in tempi non sospetti, ricorsi contro l’erario per pendenze relative al 2006, 2007 e 2008. Su quella del 2009 c’era stata una prima richiesta di autotutela, poi ripresentata in tempi successivi. Su questo “via vai” di carte, istanze e risposte si gioca il futuro di Asm & soci.
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