Il dolore
«Il tribunale di Prato andrà in default entro sei mesi»
Il grido d’allarme del presidente Pisano per il trasferimento di altri quattro cancellieri e di cinque giudici entro dicembre
Dalla nursery al default, tutto nel giro di sei, se va bene sette mesi. E il presidente del tribunale Nicola Pisano a lanciare un ulteriore grido di allarme sulla funzionalità dei servizi della Giustizia. Proprio nel giorno di presentazione della stanza-nursery al primo piano dell’edificio di viale della Repubblica dove mamme con neonati potranno allattare e cambiare il proprio figlio, stanza offerta gratuitamente da tre negozi su iniziativa del Consiglio dell’ordine degli avvocati, Pisano torna sui problemi di organico. «Da quei a gennaio - dice - se ne andranno altri 4 cancellieri e 5 giudici. Se non verranno sostituti il tribunale farà default perché non saremo più in grado di assicurare nemmeno i servizi essenziali».
L’organico del personale amministrativo è già sotto del 34%. In numeri: sui 64 dipendenti previsti dalla pianta organica ne sono presenti 43, quando se ne andranno «e accadrà presto», gli altri quattro, la pattuglia si ridurrà a 39 e saranno dolori. Stessa cosa sul fronte dei magistrati: sono una ventina, pressati da migliaia di fascicoli, e con l’ulteriore taglio le difficoltà aumenteranno in modo esponenziale. «E dire - prosegue Pisanu - che nonostante la carenza di organico la produttività del tribunale civile rimane alta: siamo tra le prime 57 sedi giudiziarie italiane per la velocità nelle risposte in termini di Giustizia». Una riflessione amara, quella del presidente del Tribunale : «Sono in carica da un anno e nove mesi - afferma - e non faccio altro che ripetere le stesse cose. Mi batterò fino alle fine ma un po’ di amarezza c’è». Perché il ragionamento non fa una grinza: «Ma quanto potrà mai costare a un organismo mastodontico come l’istituzione giudiziaria italiana mandare a Prato una quindicina di persone?» Ma non accade «e noi ci troviamo - aggiunge Pisano - a dover mettere in moto la fantasia per risolvere anche i piccoli problemi quotidiani, in assenza dei soccorsi delle istituzioni centrali. A volte mi sento come il Mago Silvan». Pisano non esagera: carta e toner vengono sostituti, negli uffici del Tribunale, perché le spese le sostiene l’associazione Giustizia e Territorio (nata l’anno scorso, unisce l'ordine degli Avvocati, quello dei Commercialisti e la Confartigianato e ha come obiettivo quello di sostenere con aiuti materiali, appunto, il tribunale) mentre l’unica auto di servizio a disposizione degli uffici (un’altra è a servizio della procura) è in revisione ormai da tre mesi. Una storia, questa,tutta da raccontare: «Non riusciamo a fare revisionare la macchina - spiega il presidente - perché nessuno ci sa fa la fattura elettronica dei 68 euro che dobbiamo spendere. Inoltre, sempre per qui 68 euro, è necessario ottenere il via libera della Corte d’Appello». Poi ci sono gli straordinari: «Sulle 600 ore che i nostri amministrativi fanno in più ogni anno riusciamo a pagare solo 100». La strada che il presidente percorrerà è quella di chiedere ai Comuni del circondario di inviare presso il palazzo una e una sola unità lavorativa. «Ne parlerò col sindaco Biffoni» conclude Pisano. E lo farà molto presto.
Cristina Orsini
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