Sicurezza
Condannati i tre giovani rapinatori delle tabaccherie
Manuele Di Mare, Francesco Capristo e Alessio Ribuffo hanno patteggiato la pena, i primi due restano agli arresti domiciliari, libero il terzo. Colpirono a Poggio a Caiano e in via della Lastruccia a Prato
PRATO. Hanno patteggiato la pena i tre rapinatori delle tabaccherie, arrestati dalla polizia il 7 marzo scorso. Manuele Di Mare, 22 anni, di Napoli, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi, per Francesco Capristo, 26 anni, nato a Modena e residente ad Aversa la pena è stata di 2 anni e 10 mesi, entrambi restano agli arresti domiciliari. Per il pratese Alessio Ribuffo, 20 anni, residente in via Zarini, la condanna è stata a 2 anni e 4 mesi ed è stato rimesso in libertà. I tre, assistiti dagli avvocati Laila Covotta, Caterina Lenzi e Michele Nigro, sono comparsi giovedì 16 giugno davanti al giudice per le udienza preliminari Angela Fedelino, pm Antonio Sangermano che aveva chiesto per tutti e tre la condanna a 2 anni e 8 mesi.
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I tre, accusati di rapina, dovevano rispondere dei “colpi” messi a segno il 29 febbraio nella tabaccheria di piazza Medici a Poggio e Caiano – dove il titolare venne colpito alla testa con il calcio della scacciacani che i banditi usavano per intimorire – e la rapina successiva, portata a termine il 7 marzo in via della Lastruccia a Prato, alla fine della quale, dopo un inseguimento, vennero arrestati dalle Volanti della polizia. Per fuggire i giovani banditi avevano utilizzato, in entrambi i casi, una Fiart Punto Grigia risultata rubata.
Nel primo colpo riuscirono a fuggire con 14.500 euro e 200 euro di schede telefoniche internazionali, nel secondo arraffarono 695 euro, il contenuto della cassa, trovato in tasca a Di Mare. Immediatamente dopo l’arresto uno dei tre banditi, all’epoca incensurati, Ribuffo, ammise l’esecuzione della rapina a Poggio. Ed era sempre Ribuffo, (il “palo" durante i raid), ad ospitare nella sua casa i cugini divenuti poi complici.
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