La manifestazione
Cena di strada in via Magnolfi
E gara dei rioni con il telaio. Vince che realizzerà più battute
PRATO. Il gioco delle torri, il tiro alla fune, il butta giù, la corsa con i sacchi. Saranno questi alcuni dei giochi protagonisti del pomeriggio di giovedì 23 ai giardini della Passerella nell'iniziativa organizzata dall'associazione “Quelli di piazza Ciardi” e chiamata “Giochi senza quartiere”. Saranno coinvolti dai 150 ai 200 bambini suddivisi nei quartieri di Prato. Un modo per far riscoprire ai più piccoli i passatempo di una volta riproposti in una chiave un po' più moderna. Un'iniziativa che vede la collaborazione di diverse realtà come “Condominio Lippi” “Le vie del Serraglio” e poi l'associazione Palla grossa, il Gipsi e il Comune. «Saranno oltre dieci i giochi - spiega Gianluca Mantovani consigliere di “Quelli di piazza Ciardi” e ideatore della manifestazione - con i bambini che andranno dai 6 ai 10 anni. Riproporremo, ad esempio, il “Butta giù” dove i piccoli partecipanti dovranno tirare giù dei barattoli attraverso l'uso di fucili di legno che sparano elastici e costruiti da nonno Enzo. E poi ci sarà un torneo di mini Palla Grossa pensata appositamente per i bambini. Inoltre, un torneo dimostrativo di mini rugby grazie agli educatori del Gispy Rugby». Sarà, dunque, sfida aperta fra i bambini dei vari quartieri di Prato che si divertiranno con i giochi che facevano i loro nonni. Alle 18,30 premiazione dei vincitori e a seguire apericena (a cura della cooperativa Eccoci, costo 5 euro i bambini, 10 gli adulti) per concludere la serata con il concerto dei “Midgnight”. Intanto, l'associazione sta ultimando i dettagli per un altro evento in calendario, quello del 5 luglio quando organizzerà, in via Magnolfi, una cena in strada per 350 commensali. «Anche in questo caso - aggiunge Mantovani - ci saranno diversi partner con noi e veramente preziosa è la collaborazione dell'istituto Buzzi. Quanti parteciperanno all'evento potranno ammirare un telaio dove a turni di 20 minuti quattro donne (una per ogni rione) tesserà la tela di Penelope. Vincerà chi realizzerà più battute. Si tratta di una tradizione ormai scemata, finita negli anni Settanta quando terminò la Palla grossa - racconta Gianluca Mantovani - Durante le partite c'erano quattro telai, uno per ogni quartiere, e mentre i giocatori disputavano la gara le tessitrici cercano di fare il maggior numero possibile di battute. Da allora questa usanza non era stata più ripresa e insieme a Gabriele Villoresi dell'associazione Palla Grossa abbiamo pensato di ripristinarla».
La cena sarà preparata da "Passaparola" mentre serviranno in tavola gli studenti del Datini.
Azelio Biagioni
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