Il Tirreno

Prato

Un condominio extra lusso a Villa Santa Cristina - Foto

Cristina Orsini
Il plastico della nuova Villa Santa Cristina
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Il plastico della nuova Villa Santa Cristina

Il consiglio comunale di Prato approva il progetto di recupero dell’ex albergo e ristorante in via per il Poggio firmato dall'architetto Giuseppe Centauro: undici appartamenti, tre studi professionali, venti parcheggi interrati

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PRATO. Da ristorante e albergo a condominio di extra-lusso. Termina, dopo una decina di anni, con l'approvazione in in consiglio comunale avvenuta giovedì 16 giugno, l'iter del progetto di recupero di Villa Santa Cristina, il complesso in via per il Poggio secco, di proprietà di Polistrade spa, che trasformerà l'ex ristorante e l'ex albergo in appartamenti di grande pezzatura da 160 fino a 250 metri quadrati, con le parti di pregio restaurate, il recupero di alcuni affreschi, un grande parco ben tenuto.

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«Si tratta - spiega il progettista, l'architetto Giuseppe Centauro che ha lavorato con l'ingegnere Marcello Mazzanti - di una sorta di ritorno alle origini, perché il complesso da ricettivo-alberghiero torna ad essere residenziale». Lungo l'iter burocratico del piano di recupero con diversi passaggi in commissione urbanistica, il via libera della Soprintendenza e per due volte il vaglio del consiglio comunale per l'approvazione definitiva di una variante che ha di fatto diminuito il numero di appartamenti da realizzare.

Undici, complessivamente, gli alloggi che verranno fatti: sei nel corpo centrale e più antico del complesso (Villa Santa Cristina nasce dalla fusione, alla fine del Settecento, di due edifici, uno Quattrocentesco, l'altro Seicentesco), due nella ex limonia e tre nella struttura attigua, più recente, costruita nel dopoguerra (soprannominata Dolomiti perché ha la forma di una baita) e che ha ospitato una parte dell'ex albergo. Inoltre gli annessi agricoli nel giardino pensile verranno trasformati in tre studi professionali. Un recupero con restauro per un investimento complessivo superiore ai cinque milioni di euro.

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«Nel frazionamento - spiega l'architetto Centauro - abbiamo fatto molta attenzione a rispettare le parti di pregio sopravvissute alla trasformazione della villa in albergo e grande attenzione abbiamo anche messo nel suddividere gli appartamenti rispettando le fasi evolutive della strutture». Mantenute la facciata monumentale e la doppia scalinata mentre sono destinate a scomparire le auto parcheggiate davanti al complesso (il parco molto grande resterà condominiale). Nella parte interrata, infatti, sono stati ricavati 20 posti auto mentre nella parte posteriore dell’edificio storico, nascosto alla vista, verrà realizzato un ascensore.

«La caratterista di questo progetto - aggiunge Centauro - sta nel fatto di recuperare gli edifici eliminando il frazionamento imposto dalla struttura ricettiva. Al restauro si applicheranno i principi della conservazione, nella necessità di coniugare per il complesso e il parco-giardino, innovazione e conservazione, un binomio inscindibile per garantire la trasmissione ai posteri del patrimonio storico e ambientale esistente. Nel progetto di sistemazione della villa - conclude l'architetto - gli adattamenti compatibili sotto il profilo architettonico e del paesaggio hanno rappresentato dunque la conditio sine qua non per operare».

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