Una campagna per adottare il restauro delle colonne della Natività
A lanciarla è stato il presidente della commissione per il restauro: ogni colonna costerà tra i 40 e i 50.000 euro. I fratelli pratesi Piacenti autori del complesso piano di recupero. Probabili nuove tracce di Costantino nell' architrave. L'imprenditore: "Eravamo pronti a sostituire il legno interno quando abbiamo scoperto che era intagliato: aveva avuto un precedente utilizzo"
PRATO. C'è un'azienda pratese che sta facendo brillare l'Italia nel mondo. E che rimarrà nella storia. Lunedì 13 giugno, i due titolari di quella che un tempo era una "bottega di restauro", Giammarco e Marcello Piacenti, erano in Vaticano per raccontare la storia di una basilica, forse la più importante nel mondo, che pian piano, tassello dopo tassello sta tornando a splendere togliendosi il velo nero in cui secoli di immobilità l'avevano avvolta. Alla base, la professionalità nel restauro ma anche la capacità di aver saputo portare la pace in un angolo del mondo in cui le divisioni tra le religioni rischiavano di far perdere uno dei beni più preziosi, la basilica della Natività di Betlemme.
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Ora siamo alla terza fase di lavori. E si apre la possibilità di partecipare, direttamente con un proprio contributo al restauro.
Si cercano infatti due milioni e 300 mila euro per le 50 colonne della Basilica della Natività di Betlemme. A lanciare la campagna internazionale di fundraising è stato il ministro Ziad Albandak, Head of presidential committee per il restauro della Basilica, realizzato dalla pratese Piacenti spa. L'invito ad "adottare una colonna" è aperto a Stati, privati e singoli, per riportare a nuova vita le due file di colonne di epoca giustinianea con 30 capitelli, 32 delle quali decorate con pitture invece crociate, in rosso, giallo e azzurro e con ritratti di santi. Intanto i fratelli Piacenti hanno cominciato a restaurare le prime due colonne in modo da mostrare quale sarà il risultato finale. Un restauro, quello dell’azienda pratese, che è cominciato con le opere lignee e che negli anni si è allargato ad altre parti della Natività. Dal tetto quindi, passando per i mosaici, le architravi e adesso le colonne.
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Oggi il punto sui lavori è stato fatto in Vaticano alla presenza dell’ambasciatore palestinese alla Santa Sede. Ed è stato presentato il terzo lotto che riguarderà i capitelli, le colonne, il pavimento di pietra, i mosaici, il sistema elettrico e di luci e la facciata.
Durante gli interventi che si sono susseguiti e, grazie al quale, si sono ricostruiti nel dettaglio tutti i lavori di restauro è stato detto che nuove tracce di Costantino potrebbero essere riemerse nella Basilica della Natività di Betlemme. Si tratta, hanno spiegato gli esperti, di materiali lignei da reimpiego, decorati, ritrovati una settimana fa all'interno degli architravi di Giustiniano e ad essi precedenti. Una teoria ancora da verificare, a partire dalla conferma della datazione con il Carbonio 14, ma giudicata "possibile" dagli archeologi.
Anche per i lavori futuri, mancano 7,5 milioni di dollari di restauro da fare è probabile si ricorrerà alle donazioni. Al restauro hanno al momento aderito numerosi stati del mondo a cui si è unito recentemente anche il Belgio.
“Siamo alla metà dei lavori – ha poi spiegato Giammarco Piacenti – e quindi l’obiettivo è riuscire a fare tutto in due, tre anni. Abbiamo cominciato nel 2013 e per noi ci sono state cose meravigliose: trovare il settimo angelo, vedere accendersi di colori dei mosaici ma anche riuscire a entrare in luoghi in cui mai nessuno era entrato”.
Luoghi in cui le scoperte che lasciano a bocca aperta sono continue. Come l’ultima: “Eravamo ad aprire l’architrave di Giustiniano”, spiega Marcello Piacenti. “Dovevamo sostituire l’interno che era marcio. Il legno era completamente degradato. Ero insieme con mio nipote Cristian e un altro operatore quando tirando fuori l’interno abbiamo visto che era tutto intagliato. Abbiamo subito capito che quel legno lavorazione era precedente e che non era nato con quella struttura. Era legno di cedro intagliato. Aveva avuto certamento un’altra vita”.
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