Sicurezza
Palloncini bianchi in cielo per il saluto a Francesca
Nella chiesa di San Francesco sono stati celebrati i funerali della ventinovenne Strumenti a corda suonati dagli amici hanno accompagnato la cerimonia funebre
PRATO. Gli amici musicisti l'hanno ricordata facendo vibrare sopra l'altare le corde di un violoncello e contrabbasso, diventate il sottofondo di una cerimonia funebre composta e toccante. Strumenti a corda come quella chitarra che Francesca Martelli amava suonare e accompagnare con la propria voce. Della ragazza 29enne annegata il 31 maggio scorso nelle acque del Lido degli Scacchi, in provincia di Ferrara, il parroco di Faltugnano Giuseppe Lo Porto, ha ricordato proprio la vena artistica, ma anche l'indole altruistica e quella voglia di mettersi in gioco che per lavorare l'hanno spinta a girare mezzo mondo per lavoro, persino in Danimarca. Per l'ultimo saluto alla ragazza gli amici e parenti si sono ritrovati a Prato, nella chiesa di San Francesco, dove i funerali sono stati celebrati dal parroco della Vallata. «Francesca - ricorda don Giuseppe riprendendo la descrizione avuta dalla nonna paterna durante un colloquio - sognava di fare l'educatrice con i bambini ma un mare assassino ha infranto quel sogno. Ha spezzato il suo corpo ma non la sua anima». Grande il lutto che ha colpito la famiglia Martelli insieme alle piccole comunità di Faltugnano e Gamberame, nel comune di Vaiano: è il 7 giugno quando il cuore di Francesca smette di battere nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Ravenna. Ha cercato di resistere per una settimana durante la quale i suoi familiari hanno sperato nel miracolo. Miracolo che alla fine purtroppo non è arrivato. Durante l'omelia il parroco ha cercato di infondere forza e speranza ai familiari e ai tanti amici in lacrime per la perdita della ragazza, citando una frase di San Paolo ("Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me"). «Alziamo gli occhi in cielo perché Francesca ora sorride e danza con le ali di un angelo. Solo fissando il cielo - ha detto don Giuseppe - il dubbio e l'interrogativo possono essere vinti dalla certezza». È' il ritratto di una ragazza generosa, fragile, bisognosa di affetto quello che emerge dalle parole del parroco. Una persona che sulla sua pelle ne ha passate tante. Rimasta orfana a 12 anni, Francesca era stata tirata su con l'affetto di babbo Lorenzo e di nonna Rita con cui viveva nella casa di Faltugnano: il padre è un ex commerciante conosciuto in centro storico (aveva un negozio di tappezzeria in via Settesoldi) dove ora vive. Per la figlia è stato fatale un bagno nelle acque agitate nel Lido degli Scacchi a Comacchio: la ragazza si trovava per qualche giorno al mare, nella casa della nonna materna. Il destino ha voluto che fu proprio durante una vacanza al mare, nel 2000, che l'allora adolescente Francesca perdesse la madre Alice, quella madre che ultimamente le mancava tanto. Al termine dell'omelia, è stata la migliore amica Chiara a prendere il microfono per dedicare alla "sorellina" l'ultimo pensiero, parlandole dritto al cuore. «Il cielo ti ha voluto con sé perché tu potessi essere la bambina spensierata che eri. Viaggerai all'infinito, ritroverai finalmente la tua mamma. Voglio immaginarti così, stretta al suo fianco. Insieme a lei suonerai la tua chitarra. Ciao sorellina mia, sii felice». Scrosci di applausi e pianti. All'uscita della bara gli amici di Francesca hanno fatto volare in cielo un mucchio di palloncini bianchi, simbolo dell'innocenza di una ragazza di 29 anni che se n'è andata via troppo presto.
Maria Lardara
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
