Preso il rapinatore seriale che usava le bombe a mano - Foto - Video
In manette un pratese di 34 anni accusato di aver messo a segno sette colpi in due farmacie, un supermercato, tre uffici postali e una tabaccheria. Ricercato un complice
PRATO. La squadra mobile della polizia di Prato ha arrestato un uomo di 34 anni, residente in città, con l'accusa di aver compiuto sette rapine dal maggio 2015 al febbraio 2016, in un paio di casi usando anche una bomba a mano per rendere più credibili le sue minacce. Le rapine, è stato spiegato, sono state compiute ai danni di due farmacie, un supermercato, tre uffici postali e una tabaccheria. L'uomo risulta indagato anche per altre due rapine a una farmacia e a un supermercato. Indagato anche uno straniero che avrebbe fatto ritorno nel suo paese di origine e ora è ricercato. Una delle rapine contestate è stata messa a segno lo scorso 24 febbraio all'ufficio postale di via dell'Olmo a San Giorgio a Colonica.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13644275:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/tutti-i-colpi-del-rapinatore-seriale-di-prato/63396/64739]]
L'uomo finito in manette si chiama Mirko Mocera, già arrestato anni fa perché ritenuto membro del cosiddetto "branco" di San Paolo. Il suo complice è un marocchino, ora irreperibile. Il 1° agosto 2015 è stato accompagnato al Centro di identificazione ed espulsione di Torino e poi è tornato nel suo paese.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:foto-e-video:1.13014318:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/foto-e-video/2016/02/24/fotogalleria/prato-rapina-con-bomba-a-mano-nell-ufficio-postale-di-via-degli-olmi-1.13014318]]
Il capo della squadra mobile Francesco Nannucci ha spiegato che si è arrivati all'individuazione del presunto rapinatore analizzando le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza. La fisionomia di uno dei rapinatori assomigliava infatti a quella di Mocera. Decisiva è stata la rapina del 30 luglio 2015 all'ufficio postale di via Garigliano, dove due uomini armati di pistola e coltello furono ripresi dalle telecamere. A poca distanza fu recuperato uno scooter e due caschi sul quale erano rimaste le impronte digitali di Mocera e del marocchino. Sono state poi analizzate le immagini della rapina alle Poste di via Fratelli Cervi di tre giorni prima, che avevano ripreso due persone che sembravano le stesse. La titolare di una tabaccheria rapinata il 5 giugno in via Giorgi ha raccontato alla polizia di aver riconosciuto in foto Mocera e il complice come due clienti che si erano trattenuti a lungo nell'esercizio poco prima della rapina. I due indagati sono stati poi riconosciuti dai medici delle farmacie di via Strozzi e di via di Cantagallo, rapinate il 9 giugno. Mirko Mocera e il complice marocchino sono indagati anche per la rapina del 29 giugno alla farmacia di Filettole in via Miniati e del 2 luglio al supermercato Tuodì del 2 luglio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13643803:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/prato-arrestato-il-rapinatore-seriale-eccolo-in-azione/63389/64732]]
Ai primi di agosto il marocchino viene fermato e inviato al Centro di accoglienza e nelle intercettazioni si sente Mocera che lo chiama e gli dice di sbrigarsi a uscire perché ha già un elenco di obiettivi da colpire. Il marocchino non tornerà e Mocera decide di continuare da solo. Il 13 febbraio 2016 rapina il supermercato Tuodì di via Tirso mostrando una bomba a mano. Sullo scooter abbandonato dal rapinatore vengono trovate le impronte di Mocera. L'ultimo colpo è del 24 febbraio 2016 ai danni dell'ufficio postale di San Giorgio a Colonica di via dell'Olmo, dove compare un altro complice e di nuovo viene mostrata una bomba a mano, poi risultato un residuato bellico.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.13639234:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2016/06/11/news/rapinatori-incastrati-dai-filmati-e-dai-testimoni-1.13639234]]
Fino a venerdì 10 giugno Mocera risultava irreperibile. La polizia lo ha cercato da parenti e conoscenti e alla fine lui ha deciso di costituirsi, accompagnato dal suo avvocato Barbara Mercuri. Gli contestano la serie di rapine, l'uso di armi e la ricettazione dei mezzi usati per fare i colpi. L'ammontare del bottino di tutti i colpi è di circa 5.000 euro.
"Con questa indagine abbiamo dato una risposta a un fenomeno che aveva destato un certo allarme sociale - ha commentato il vice questore Francesco Nannucci - Non va dimenticato che abbiamo indagato anche un'altra persona per una serie di rapine in farmacia che sono state compiute successivamente".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
